Una breve guida alle festività ebraiche del mese di settembre 2018

Una breve guida alle festività ebraiche del mese di settembre 2018

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Festività ebraiche

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Il periodo che va, quest’anno, dal 9 settembre al primo ottobre, è uno dei più intensi per quanto riguarda le festività ebraiche. Parecchie ricorrenze, infatti, sono tutte concentrate in questo lasso di tempo.

Il periodo che precede il Capodanno ebraico, è caratterizzato da  speciali preghiere penitenziali, da recitare prima del regolare servizio del mattino e dal suono dello Shofar (il corno di montone), dopo il servizio del mattino. Gli ebrei del Nord Africa e quelli di origine mediorientale iniziano a recitare questa serie di preghiere, già dal 12 agosto. Gli ebrei di origine europea, dal 2 settembre. Preghiere che vengono recitate quotidianamente (eccetto il giorno di Capodanno e Shabbat), fino al giorno prima di Yom Kippur (18 settembre). Di seguito le varie feste in programma.

Rosh HaShanah

Si tratta del Capodanno ebraico (della durata di due giorni), la cui osservanza è rimandata al Vayikra (Levitico) 23:23-25. Inizierà al tramonto di domenica 9 settembre, per concludersi al crepuscolo di martedì 11 settembre. Entrambi i giorni sono caratterizzati dalla lettura di speciali preghiere e scritti.

Il momento clou di Rosh hashanah è il suono dello shofar, durante le preghiere del mattino. I due giorni sono entrambi festa pubblica e, se di Shabbat: non sono previsti trasporti pubblici e giornali. Ma non è tutto. Musei, negozi e altre istituzioni che sono normalmente aperte anche di Shabbat, sono chiusi in occasione di questa festa.

Rosh Hashanah è caratterizzata anche da due usanze speciali. La prima è quella di mangiare fettine di mele intinte nel miele, nella speranza che l’anno a venire sia “dolce”.

La seconda prevede di recarsi in una sorgente di acqua, che può essere anche quella del mare o di un fiume, dove leggere una selezione di scritti tratti dalla Torah, intingendo dei pezzi di pane nell’acqua, in segno catartico, per liberarsi dai peccati commessi nell’anno precedente. Questa pratica deriva dal profeta

Michea 7:19

Egli tornerà ad avere pietà di noi,
metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe
e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati.

Questa cerimonia si tiene nel primo giorno di Rosh HaShanah o nel secondo, qualora il primo giorno cada di Shabbat.

Il periodo tra Rosh Hashanah e Yom Kippur

I dieci giorni tra Capodanno e Yom Kippur (inclusi) sono conosciuti come i “Dieci giorni del pentimento”. Secondo la tradizione ebraica, questo un periodo di giudizio, quando tutte le persone devono fare i conti con le azioni dell’anno passato e quando verrà decisa la sorte dell’anno a venire.

Quello seguente al Capodanno è noto come il giorno del “Digiuno di Gedalia” e commemora l’assassinio dell’ebreo Gedalia, il governatore della Giudea, nominato dai babilonesi dopo la cattura di Gerusalemme, nel 586 a.e.v.. L’episodio è riportato in II Re 25:22-25. Se il giorno dopo Rosh HaShanah è un sabato, il digiuno è posticipato di un giorno. Il digiuno avrà luogo dall’alba di mercoledì 12 settembre, al tramonto dello stesso giorno. E’ prevista la lettura di passi speciali del Tanak. Non si tratta di festa pubblica.

Tra le due festività: Rosh HaShanah e Yom Kippur, c’è un solo Shabbat – conosciuto come “Shabbat del pentimento” – (quest’anno il 15 settembre) sarà caratterizzato dalla lettura di un passo speciale: Ossa 14:2-10, che inizia con “Torna, Israele, al Signore tuo D*o”.

Yom Kippur

E’ la traduzione in ebraico di “Giorno dell’espiazione”. Inizia al tramonto di giovedì 18 settembre e si conclude al crepuscolo di mercoledì 19 settembre. La sua osservanza è rimandata ai seguenti passi di Vayikra (Levitico) 16:29-31 e 23:27-32. Si tratta del giorno più santo dell’anno. Yom Kippur è il giorno in cui, secondo la tradizione ebraica, viene deciso e sigillato il nostro destino per l’anno a venire. Il servizio in sinagoga – basato sulle preghiere penitenziali – continuerà per la maggior parte del giorno, con la lettura di alcuni speciali passi(incluso il Libro di Giona, nel pomeriggio).

In questa giornata vengono anche recitate preghiere in memoria dei defunti (usanza che si ripete quattro volte all’anno). Al crepuscolo, lo Shofar suona una volta per segnare la fine di Yom Kippur. E’ caratterizzato da un completo digiuno, che va dall’alba al tramonto, trattandosi di un giorno di introspezione, completamente separato dal normale corso della vita. Gli aspetti fisici e materiali della nostra vita, vengono infatti sublimati, nel momento in cui ci concentriamo in quelli spirituali. E’ vietato indossare pelle, usare cosmetici, lavarsi e avere rapporti sessuali.

Sukkot

I sette giorni della festa di sukkot, rimanda a Vayikra (Levitico) 23:34-35 e 23:39-43. Inizierà al tramonto di domenica 23 settembre, per concludersi al crepuscolo del 30 settembre. Il primo giorno, dal tramonto di domenica 23, fino al crepuscolo di lunedì 24 è festa pubblica. Tutti i sette giorni di Sukkot sono caratterizzati da speciali preghiere e letture – incluse le Qohelet – il cui libro si leggerà sabato 29 settembre. Sukkot è una festa di gioia, che si celebra con tutta la famiglia e che si contrappone a Yom Kippur, momento molto più introspettivo e personale. Molte sono le usanze di questa festa. la principale prevede la costruzione di una capanna, con letto di paglia, dove ripararsi, dormire e mangiare, nei sette giorni

Queste capanne (sukkot, in ebraico) ricordano le tende nelle quali gli ebrei hanno vissuto nei quarant’anni di soggiorno nel deserto, successivamente alla liberazione dalla schiavitù. La seconda usanza caratteristica di Sukkot è uno speciale bouquet – consistente in una foglia di palma chiusa (Lulav), un cedro (Etrog), tre rami di mirto e due di salice – che viene tenuto durante il servizio di preghiere del mattino, nei sette giorni, Shabbat escluso. Questa usanza ha origine dal passo di Vayikra (Levitico) 23:40.

Shemini Atzeret (Simchat Torah)

Letteralmente significa “l’ottavo (giorno) dell’assemblea) è la festività che segue Sukkot, quindi l’ottavo giorno, che quest’anno ha inizio al tramonto di sabato 30 settembre, per concludersi al crepuscolo di lunedì primo ottobre. La sua osservanza è rimandata a Vayikra 23:36 ed è festa pubblica. Per quanto venga considerata spesso una parte di Sukkot, si tratta di un evento separato. Non viene, infatti, utilizzato lo speciale bouquet delle quattro specie vegetali e non c’è l’obbligo di dormire nella tenda.

Il servizio di preghiera della giornata, comprende anche quelle per i defunti, così come quelle per le copiose piogge per l’inverno a venire. E’ in concomitanza con questa festa che si conclude l’annuale ciclo di letture dei cinque libri della Torah (da Bereshit a Devarim, ovvero dalla Genesi al Deuteronomio), suddivisi in Parashah settimanali, spalmate durante l’anno. L’evento, che prelude un nuovo ciclo di letture, è festeggiato con canti e danze, a volte ininterrotti per ore e in alcuni quartieri la festa si sposta per la strada. Per la gioia con cui si festeggia questo evento, la festa è appunto denominata Simchat Torah.

Shana tova u’metukah (שָׁנָה טוֹבָה וּמְתוּקָה) a tutti voi!

da Vivi Israele

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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