I simboli dell’ebraismo: alla scoperta dello Zodiaco e cenni di astrologia giudaica

I simboli dell’ebraismo: alla scoperta dello Zodiaco e cenni di astrologia giudaica

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Shalom, carissimi khaverim (amici) di Vivi Israele. Per la rubrica: I simboli dell’Ebraismo, oggi voglio parlarvi dello Zodiaco o, per lo meno, del concetto di Zodiaco e astrologia nell’ebraismo.

Lo Zodiaco (parola greca che deriva da zòon, animale e hodòs, percorso) è uno schema circolare formato da dodici simboli, corrispondenti ad altrettante costellazioni, che secondo gli antichi governano il destino dell’uomo nel corso dell’anno solare.

Ciascun simbolo ha un nome greco, un simbolo o illustrazione e una serie di caratteristiche che servono per descrivere la personalità e il destino di una persona, appunto nata sotto quel segno. Lo studio dello zodiaco, così come di altri modelli celesti, viene chiamato astrologia, una pratica che continua a suscitare interesse pure al giorno d’oggi.

Anche gli ebrei sono sempre stati interessati nell’interpretazione dei segni celesti. La leggenda, ad esempio, narra di una sorta di presagio divino dietro la nascita di Abramo (Sefer Yashar Noah 18a-19a). Il Talmud, inoltre, è pieno di aneddoti riguardanti questioni astrologiche. Ci sono anche scritti medievali della tradizione ebraica che dibattono sull’importanza di stelle, pianeti e anche della Luna, nel destino degli uomini. Sotto la pressione dell’ellenismo che a sua volta subì l’influenza delle religioni dell’est, l’ebraismo assorbì diverse teorie astrologiche e i simboli dello zodiaco.

I pavimenti di molte delle prime sinagoghe hanno dei mosaici che rappresentato lo zodiaco. Spesso si incontrano i dodici simboli pagani con la traduzione in ebraico o il loro nome in latino.

Ma non è tutto. In un quadrato attorno al cerchio dello zodiaco vengono mostrate le quattro stagioni, ognuna rappresentata da una figura femminile, circondata da simboli agricoli e caratterizzata dal nome di un mese ebraico. Solitamente i simboli dello Zodiaco non corrispondono alle stagioni ebraiche, malgrado siano a queste allineati.

Gli artisti ebrei che realizzavano questi mosaici erano soliti orientare sia lo zodiaco che le stagioni, da destra a sinistra, quindi in senso antiorario.

Sì, certo: in linea con il loro modo di scrivere, ma in senso opposto a quello che era il ciclo solare e la sua rappresentazione nello Zodiaco (senza dimenticare che il calendario ebraico si basa sul ciclo lunare, non solare).

A Naaran, nella valle del Giordano, gli artisti non solo allinearono la stagione autunnale di Tishrei (mese di Rosh Hashanah), con il Capodanno pagano di marzo; ma ribaltarono pure lo zodiaco, in modo che questo  procedesse in senso orario; mentre le stagioni continuavano a marciare in senso antiorario, a testimonianza che gli ebrei di questa comunità vivevano sulla base di due calendari completamente separati.

Il circolo dello Zodiaco spesso rappresenta anche il ciclo della vita, con i dodici mesi dell’anno e le dodici ore del giorno e della notte. L’immagine di questo cerchio all’interno di un quadrato sul pavimento della sinagoga (ovvero lo Zodiaco circondato dalle stagioni) intendeva rappresentare anche la sfera celeste e i quattro angoli della Terra, un tradizionale motivo pittorico del mondo antico per rappresentare il cosmo.

Sebbene l’arte cristiana, presto, cercò di sostituire i simboli pagani dello zodiaco, con quelli di santi e angeli, l’arte ebraica mantenne i simboli pagani, apportando solo alcune variazioni e lo Zodiaco trovò spazio anche in alcuni libri di preghiere ashkenaziti: in particolare, al fianco delle preghiere speciali per la rugiada a Pesach e per la pioggia a Sukkot.

Le autorità rabbiniche giustificarono l’inclusione interpretando questi simboli in chiave giudaica e secondo la storia ebraica. Ed ecco che su alcuni commentari dell’epoca i dodici segni dello Zodiaco trovano corrispondenza con le altrettante tribù di Israele. Molti dei simboli dello Zodiaco, inoltre, corrispondono ai motivi di alcune festività ebraiche.

Il segno della Bilancia, ad esempio, che grosso modo corrisponde a Rosh Hashanah, rappresenta la bilancia della giustizia, quest’ultima tema portante anche del Capodanno ebraico. Il segno dell’Ariete, che corrisponde a Pesach (Passover, la Pasqua ebraica) rappresenta l’agnello che viene servito come sacrificio ed è anche il periodo in cui le pecore danno alla luce i loro piccoli. Un’altro legame tra Zodiaco e festività ebraica, lo abbiamo a Purim (LEGGI QUI), che solitamente cade sotto il segno dei Pesci. Per secoli artisti di tradizione giudaica hanno rappresentato i pesci negli oggetti rituali relativi alla Festa.

Vediamo ora, in questo schema, la corrispondenza tra tribù, segni dello zodiaco greco ed ebraico

Tribù ebraica         Zodiaco greco          Zodiaco ebraico

Judah                   Aries                        Taleh

Issachar               Taurus                      Shor

Zevulun                Gemini                     Te’omim

Reuben                 Cancer                     Sartan

Simeon                 Leo                          Aryeh

Gad                      Virgo                       Betulah

Ephraim                Libra                       Moznayim

Manasseh              Scorpio                   Akrav

Benjamin               Sagittarius              Keshet

Dan                       Capricorn               Gedi

Asher                     Acquarius              Deli

Naftali                    Pisces                   Dagim

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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