Otto tra le più famose esclamazioni slang in yiddish ed ebraico moderno

Otto tra le più famose esclamazioni slang in yiddish ed ebraico moderno

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Esclamazioni slang

Shalom, ma soprattutto shavua tov, carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vorrei presentarvi alcune espressioni slang utilizzate sia in ebraico che in yiddish. Si tratta di esclamazioni di largo uso soprattutto nelle comunità ortodosse di Israele e Stati Uniti, ma è facile trovarle anche in Italia. Ognuno di questi termini ha una propria etimologia. Se frequentate ambienti ebraici sicuramente li conoscerete già o per lo meno li avrete già sentiti.

Partiamo.

Aderabe (אדרבה), che tradotto significa: per niente, al contrario, invece, certamente.

Si tratta di un termine Yiddish, che deriva dall’aramaico e in particolare dalla contrazione di “al deraba

Beezras HaShem (בעזרת השם): Se D-o vuole, con l’aiuto di D-o

Le pronunce alternative sono: b’zras hashem, be’ezras hashem, be’ezrat hashem, b’ezrat hashem.

Il termine è utilizzato soprattutto dagli ebrei ortodossi degli Stati Uniti

Besiyata Dishmaya (בסיעתא דשמיא): con l’aiuto del Cielo

Si tratta di un’altra esclamazione di origine aramaica, molto in voga nelle comunità ortodosse. Il suo acronimo בס”ד (BS”D) lo si trova spesso all’apice dei documenti e della corrispondenza degli ebrei ortodossi.

Bli ayin hara (בלי עין הרע): senza l’occhio del male

Si dice anche Kan ayn hore o Kanehore, ma il significato è lo stesso. Nella tradizione popolare, ma invito a leggere (QUI) dove ne ho già ampiamente parlato, si tratta dell’occhiata di una persona cattiva, in grado di danneggiarne un’altra. Ciò accade soprattutto quando si elogia qualcuno, rischiando di danneggiarlo o ci si vanta di qualcosa, rischiando di danneggiarci. C’è poi chi, particolarmente bello, fortunato o in salute, si attira l’invidia e il dispetto altrui. Rivolgere un complimento ad una persona “kanehore” o “bli ayn hara”, significa farlo senza invidia.

Tsu gebn an eyn-hore (yiddish), ad esempio, significa mandare il malocchio a qualcuno, anche involontariamente, attraverso un eccessivo elogio.

Bli neder (בלי נדר) ovvero senza un giuramento o promessa o voto

Significa impegnarsi o promettere di fare qualcosa, ma senza la forza di un “voto”. Esempio: prometto di impegnarmi per te, ma bli neder. Nella legge ebraica, e nella Torah in particolare, il “voto” ha conseguenze serie e pesanti (Bamidbar 30). Specificare subito che l’impegno a compiere una determinata azione avviene “bli neder” esenta quest’ultimo dalla violazione della Legge, qualora non riesca a portare a termine il proprio impegno.

Boruch Habo (ברוך הבא), letteralmente: benedetto colui che viene, benvenuto

Boruch HaShem (ברוך השם): grazie D-o oppure benedetto sia il Suo nome.

Questo è il termine Yiddish. In ebraico si dice: Barukh hashem (בָּרוּךְ הַשֵׁם), ma il significato non cambia.

Chas vesholem (variante veshalom,  חס ושלום, ח”ו,) o ancora Chas vecholile: che il Cielo non voglia, una variante di “Che D-o non voglia”. Il termine viene utilizzato per tenere lontani gli influssi negativi o allontanare il male.

Photo: www.fineartamerica.com 

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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