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Sderot : quando la street art serve a decorare i rifugi anti bomba nelle fermate degli autobus

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Shalom carissimi amici di Vivi Israele. Oggi vi voglio mostrare alcune foto di street art: una mia grande passione che ritrovo in tutte le città e in tutti gli Stati, intellettualmente più avanti; creativi, dotati di stile e senso artistico.

Uno di questi è Israele. Ma i graffiti che vi presento non sono come tutti gli altri. Già. Sono davvero poche le città al mondo che li hanno. Perché? Vi chiederete.

Non sono infatti i soliti murales, bellissimi ci mancherebbe (io amo in maniera smisurata la street art e vi invito a visitare la mia pagina Facebook, che sto riesumando in questi giorni) che ritroviamo nelle metropoli e neppure quegli scarabocchi con cui i vandali (non gli artisti, attenzione) imbrattano le strade.

Quelli di Sderot, città all’estremo sud di Israele, attaccata alla Striscia di Gaza (il punto più vicino è di 840 metri), hanno un valore aggiunto. Servono infatti per abbellire i rifugi (shelter), che solo chi vive in Israele può conoscere.

Dei piccoli bunker i quali servono alla popolazione per trovare riparo, quando suonano le sirene. Le foto che ho realizzato, risalgono al 2014, le ho scattate durante l’operazione “Protective Edge”, ovvero margine di protezione o ancora מִבְצָע צוּק אֵיתָן  (Mivtza ‘tzuk Eitan), “Operazione Scogliera Solida”.

A Sderot, molti di questi Shelter sono stati ricavati nelle pensiline degli autobus. Il motivo è molto semplice. Data la vicinanza a Gaza: da quando suonano le sirene (che avvertono del lancio di missili verso Israele), bastano dai cinque ai quindici secondi (in media), perché il “Qassam” di turno raggiunga la terraferma, almeno che non sia intercettato dal sistema antimissile Iron Dome. Durante Tzuk Eitan, c’erano momenti in cui le sirene, a Sderot, suonavano anche quindici volte nel giro di poche ore.

Chi si trovava per strada, poteva così trovare rifugio in una di queste “fermate”, capaci di resistere all’esplosione di una piccola bomba, come un Qassam per intenderci. Vivere a Sderot, cittadina di circa 24mila abitanti, non è facile, specie quando sale la tensione, come in questi giorni e in quelli precedenti e in quelli futuri.

Israele è l’unico Paese al mondo che – mio spassionato parere – è al contempo il più sotto tiro da parte delle forze nemiche, ma anche il più sicuro. Direte, come è possibile? E’ il più sotto tiro, perché dal Golan (Nord), al confine con la Siria e a quello con Gaza, è un continuo suonare di sirene.

Ma è anche più sicuro, perché la tecnologia israeliana; la preparazione del suo esercito e delle sue forze di polizia, sono in grado di garantire tranquillità alla popolazione. Tanto è vero, che anche nei periodi i guerra, Israele resta quel Paese vivace e pieno di vita, capace di reagire a qualsiasi intimidazione.

Questo video è girato da una famiglia israeliana, che vive ad Ashdod (la città è sullo sfondo), nel centro-sud di Israele. Questo è il suono delle sirene che riecheggia in tutta la città, seminando terrore tra gli israeliani, costretti di giorno e di notte – nei momenti di maggiore tensione, per fortuna non è sempre così – a scappare nei rifugi, presenti ovunque, anche nei condomini. 

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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