Gerusalemme ecco perché è chiamata anche la città dei 70 nomi

Gerusalemme ecco perché è chiamata anche la città dei 70 nomi

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Molti di voi magari non lo sanno, ma il nome Gerusalemme – Urusalim – non compare per la prima volta nella Torah, ma in alcuni testi egiziani del periodo tra il 20° e il 19° secolo a.e.v..

E’ quanto sostiene lo studioso e scrittore Eliyahu Tal nella sua opera “Whose Jerusalem”. In particolare nel primo capitolo intitolato: “Gerusalemme, una città di 70 nomi”. Gli Habirus, invece (avrete capito che sono gli ebrei) sono menzionati nelle lettere di Tel el-Amarna, durante il governo di Amenofi III (1405-1367 a.e.v.).

In una di queste lettere, il governatore di Gerusalemme, Abdhi-Kheba, un vassallo del Faraone, chiese l’aiuto di quest’ultimo contro l’incursione degli Habirus.

Ciò accadde duemila anni prima che un altro popolo nomade, quello arabo, sotto il califfo Omar, invase la regione e catturò Gerusalemme. Nel 18/mo secolo a.e.v., il primo ebreo a visitare la città fu Abramo il patriarca e l’accoglienza che ricevette è qui descritta:

Bereshit 14:18-20

18 Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo

19 e benedisse Abraham con queste parole: «Sia benedetto Abraham dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra,

20 e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». Abraham gli diede la decima di tutto.

Il nome Salem è stato interpretato come “Ir Shalom” ovvero città della pace. Sono poche le città al mondo che nel corso della storia hanno assunto così tanti nomi come Gerusalemme. Alcuni in segno elogiativo, altri in segno affettuoso.

Alcuni sinonimi di Gerusalemme:

Città di David (II Samuele 5:9)

Città di D*o (Salmo 87:2)

Città della verità (Zacaria 8:3)

Città felice o della gioia (Isaia 22:2)

Città fedele o della fede

Ariel (Isaia 29:1): “Guai ad Ariel, ad Ariel, città dove accampò Davide! Aggiungete anno ad anno, compiano le feste il loro ciclo!

Leone di D*o

In quest’ultimo caso, è interessante sottolineare che ancora oggi il leone è il simbolo della Città di Gerusalemme. La grande varietà di nomi che contraddistingue Gerusalemme riflette la sua lunga storia. Al momento il nome prevalso su tutti è Yerushalayim.

Quando i romani ricostruirono la città, nel 135 e.v., la chiamarono “Aelia Capitolina” in onore dell’imperatore Aelius Hadrianus e del dio Giove Capitolino.

Ma non è tutto. Nel tentativo di cancellare qualsiasi traccia del ebrei chiamarono la catturata provincia di Giudea: Palestina in ossequio ai non ebrei, e a lungo estinti, filistei. Con l’avvento della cristianità, la città tornò al suo nome di origine, ma pronunciato Hierusalem.

Nelle cronache del decimo secolo e.v., compare il nome Iliya, che è un adattamento del nome romano Aelia, dato dagli arabi. Quando il patriarca Sofronio cedette Gerusalemme al califfo Omar, firmò per la cessione della città di Iliya, così come riportato dallo storico arabo Balhaduri.

A rivelare l’origine ebrea di Gerusalemme è il nome “Bayt al Maqdis”, dato dagli arabi durante i dominio islamico. Nome che non era altro che un adattamento di “Beit hamikdash” (il Tempio). Poi, cambiò ancora in “Al Quds” dall’arabo: il santo.

Come spiega Eliyahu Tal, pensate che il Kotel (volgarmente conosciuto come Muro del pianto o Muro occidentale), di Gerusalemme, è diventato un indirizzo per coloro che vogliono scrivere una lettera a D*o, che in accordo con la tradizione viene inserita nelle crepe del muro. L’allora primo ministro Menachem Begin sosteneva che una telefonata da Gerusalemme all’alto dei Cieli (al Paradiso), sarebbe costata come una chiamata locale, senza alcuna sovrattassa.

Gerusalemme viene menzionata per la prima volta come “Yerushalayim” nel libro di Giosuè (10:1)

1 Quando Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuè aveva preso Ai e l’aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di Gàbaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro

Gerusalemme è menzionata: 657 volte nella Bibbia ebraica (la Torah); 154 volte nel Nuovo Testamento; mentre Zion è citato: 152 volte nella Bibbi e 7 nel Nuovo Testamento. Al Quds, al contrario, non è citata neppure una volta nel Corano.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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