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Nissàn, 7 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: l’Haggadah (הגדה) di Pésach. Scarica una copia

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Boqer tov, carissimi amici. Oggi è il 7 del mese di Nissàn dell’anno 5778. Il simbolo dell’ebraismo del giorno è il libro della Haggadah (הגדה).

Quest’ultima è una parola che tradotta dall’ebraico significa “racconto”. Il libro dell’Haggadah, dunque, contiene: benedizioni, preghiere, leggende, commentari, salmi e canti o musiche tradizionalmente recitati in occasione del seder di Pésach, raccolti nel giro di quattromila anni di storia del popolo ebraico.

Insomma, un’antologia di passaggi biblici, talmudici e midrashici, istruzioni rituali e altro ancora. Si stimano in circa tremila le edizioni dell’Haggadah pubblicate, dal quindicesimo secolo ad oggi e visto che l’uso che se ne fa è casalingo non è soggetta a uno stretto controllo rabbinico e ciò ha consentito agli ebrei, negli anni, di esprimersi con un’arte figurativa. Le prime Haggadot sono del tredicesimo secolo: abbondantemente decorate, tendono a diventare preziosi oggetti di corte.

Le Haggadot medievali, in particolare, vengono considerate capolavori di un’arte illuminata. Nel corso dei secoli, sono quattro i soggetti che hanno ocupato l’immaginazine visiva degli ebrei: il testo con lo stile delle lettere utilizzate, che diventava elemento unico; gli elementi rituali; le scene bibliche e quelle escatologiche.

Più di qualsiasi altro oggetto o documento, l’Haggadah testimonia l’evoluzione della tradizione simbolica ebraica, adeguandosi ai tempi. Pertanto sono destinati a diventare oggetti unici. Animali, piante, oggetti rituali, ma anche personalità rabbiniche e scene tratte dalla vita del popolo ebraico, hanno tutti trovato una loro dimensione artistica nelle pagine di questo testo.

In allegato (SCARICA) potete scaricare una copia dell’Haggadah, tratta dal sito Torah.it, che ne incoraggia la diffusione a titolo gratuito

E’ ovvio che molti di voi avranno già una o più copie dell’Haggadah. In questo caso mi riferisco a chi ancora non ne avesse una o desiderasse una copia telematica

Il precetto (mitzvah) del giorno: “Contare l’òmer”. (E voi dovrete contare sette settimane. Vaikrà 27, 15). Precetto ancora in uso.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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