Home I simboli dell'ebraismo Nissàn, 2 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: Gan Eden (גן עדן)

Nissàn, 2 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: Gan Eden (גן עדן)

2051
0

Shalom carissimi lettori di Vivi Israele. Oggi è il giorno 2 del mese di Nissàn. Il simbolo dell’ebraismo di cui parliamo oggi è l’Eden (גן עדן) ovvero “Gan Eden” che significa “giardino dell’Eden”.

Quante sono le storie che parlano di un regno idilliaco, di un mitico passato, quando l’umanità era ancora ai suoi albori: innocente e senza peccato.

Da qui si usa dire associare l’Eden all’armonia, al paradiso. Con l’auspicio che, un domani, un tale regno possa instaurarsi anche sulla terra e che l’armonia originaria possa essere restaurata.

Nell’ebraismo il Gan Eden, dunque, viene inteso sia come ideale luogo di nascita dell’umanità sia – secondo una tradizione più moderna – come paradiso dei giusti.

Il secondo e terzo capitolo di Bereshit descrive l’originario giardino dell’Eden come un luogo di fertilità, armonia e agiatezza. D*o accorda ai primi due abitanti (giardinieri) del Giardino di Eden, Adamo ed Eva, il pieno dominio di questo e il compito di curarlo.

Ma un giorno che Adamo ed Eva vennero cacciati dal Gan Eden, i Cherubini sbarrarono il ritorno con le loro spade infuocate. Col tempo questo luogo così idilliaco assunse un significato ancora più profondo.

Ezechiele lo definì come la sacra montagna di D*o costituita da pietre di fuoco.

Ezechiele 28: 13-14

13 eri in Eden il giardino di Dio; eri coperto d’ogni sorta di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato.

14 Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t’avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco.

Spesso la distinzione tra il biblico Giardino dell’Eden e il luogo in cui dimorano le anime dei giusti, dopo la morte – chiamato Giardino dell’Eden, così come Paradiso o Mondo a Venire (a seconda della tradizione) – ha generato un po’ di confusione. Il “Giardino del signore” o dell’Eterno servirà per indicare un regno di straordinaria fertilità e benedizione.

Isaia 51:3

3 L’Eterno infatti sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue rovine, renderà il suo deserto come l’Eden e la sua solitudine come il giardino dell’Eterno. Gioia ed allegrezza si troveranno in lei, ringraziamento e suono di canti.

Maimonide trasformerà la storia del Gan Eden nella drammatica allegoria della caduta dell’umanità dalla perfezione intellettuale, al mondo del corpo e delle passioni.

La settimanale esperienza di Shabbat ha il compito di ricordare all’umanità com’era la vita in origine all’epoca del Giardino dell’Eden.

Nell’era messianica D*o rivelerà il luogo in cui trovare di nuovo l’Eden e l’umanità potrà finalmente tornare a vivere un eterno “Shabbat”. Per certi versi, l’Eden è anche un simbolo di pace, con Adamo ed Eva che erano vegetariani, morte e malattia erano sconosciute.

Il precetto (mitzvah) del giorno è: “Mangiare il pane non lievitato il 15 di Nissàn (alla sera di Pésach)… Il quattordici del primo mese, alla sera mangerete pane azzimo. Shemòt 12, 18. Un precetto ancora valido oggi.

Previous articleCresce la tensione nel sud di Israele: esercito distrugge due tunnel da Gaza
Next articleIsrael Security Agency uncovers arms smuggling cell
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here