Adàr, 28 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo Ya’aqov (יעקב), il ciclo...

Adàr, 28 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo Ya’aqov (יעקב), il ciclo dei patriarchi

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Shalom, carissimi lettori di Vivi Israele. Oggi è il 28 del mese di Adàr dell’anno 5778. Concludiamo il ciclo dei patriarchi dell’ebraismo – dopo aver già visto Abramo e Isacco – con Giacobbe Ya’aqov (יעקב), per il quale la tradizione ebraica parla spesso in modo superlativo.

Tanto da arrivare al punto di sostenere che cielo e terra sia stati creati per lui (Bereshit Rabbah 76:1, Vaikrà Rabbah 36:4). Oltre a essere il padre delle Dodici Tribù, il suo nome e, in particolare, il secondo nome “Israele”, che ricevette dopo la lotta con l’Angelo, è diventato binomio con il popolo di Israele.

Bereshit 32:25-33

25 quando quest’uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la giuntura dell’anca, e la giuntura dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui.

26 E l’uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l’alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!»

27 L’altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Giacobbe».

28 Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto».

29 Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello rispose: «Perché chiedi il mio nome?»

30 E lo benedisse lì. Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata».

31 Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall’anca.

32 Per questo, fino al giorno d’oggi, gli Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la giuntura dell’anca, perché quell’uomo aveva toccato la giuntura dell’anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia.

La sua vita, pertanto, è spesso stata interpretata come una allegoria della storia di Israele. Specialmente le sue battaglie con il fratello Esaù. La frase “Shoshanat Ya’aqov” (La rosa di Giacobbe) il popolo ebraico l’amato da D*o.

Malgrado ciò, la figura di Giacobbe non può definirsi totalmente priva di difetti. Il suo nome, infatti, deriva da un gioco di parole: Akev (עקב) che significa tallone, per il fatto che al momento del parto il fratello gemello Esaù nacque per primo (quindi era il legittimo titolare della primogenitura) e Giacobbe afferrò il suo calcagno per venire alla luce dalla madre Rebecca.

Ma non è tutto. La radice AKV (עקב) ha assunto il significato di “usurpare”, proprio per l’episodio del “furto” della primogenitura, avvenuto con l’intento di strappargli il commando del clan. Malgrado questo suo misfatto, tuttavia, il midrash lo considera modello di virtù e rettitudine costruito, però, schiacciando la personalità del padre Isacco e del nonno Abramo.

E mentre Esaù rapprenta la corruzione del paganesimo, Giacobbe diventa simbolo dello splendore spirituale di Israele. A lui si deve, secondo la tradizione, l’aver istituito la funzione religiosa della preghiera serale “Ma’ariv o Arvit” (מעריב o ערבית), nel corso del suo sogno della scala celeste.

Il precetto (nitzvah) del giorno: “Narrare il racconto dell’uscita dall’Egitto alla prima sera di Pésach” (E lo racconterai a tuo figlio in quel giorno. Shemòt: 13, 8).

In copertina: Alberto Gianquinto “Giacobbe e l’Angelo”

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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