Adàr, 20 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo e il ciclo delle matriarche:...

Adàr, 20 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo e il ciclo delle matriarche: Sarah (שרה)

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Shalom a tutti carissimi lettori di Vivi Israele. Oggi è il 20 del mese di Adàr dell’anno 5778.

Vista la concomitanza con la Festa della Donna – e ne approfitto per dedicare a tutte voi lettrici, una fantastica giornata – ho pensato di dedicare quattro puntate della rubrica “I simboli dell’ebraismo” alle altrettante matriarche dell’ebraismo: Sara, Lea, Rebecca e Rachele.

Iniziamo, dunque, con Sarah (שרה) che è la prima donna ebrea, nonché la prima matriarca, moglie di Abramo e madre di Isacco.

Il suo nome significa principessa o sacerdotessa. Secondo alcuni studiosi il suo nome potrebbe derivare da alcuni culti del vicino Est, in particolare dal culto Ishtar, dea della Luna, chiamata anche Sarrat.

Com’è noto Sarah rimase sterile per gran parte della propria vita e concepì un figlio soltanto all’età di novant’anni. Quando udì la profezia di D*o che le annunciava la nascita di un bambino, si mise subito a ridere incredula. Da qui il nome di Isacco: Yitzhak (יצחק) che tradotto significa “egli riderà” (LEGGI QUI).

Bereshit 18: 12-15

12 Allora Sara rise dentro di sé e disse: “Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!”.

13 Ma il Signore disse ad Abramo: “Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia?

14 C’è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio”.

15 Allora Sara negò: “Non ho riso!”, perché aveva paura; ma quegli disse: “Sì, hai proprio riso”.

D*o le cambio così il nome da Sarai a Sarah con la promessa (Bereshit 17:16): “E io la benedirò, ed anche ti darò di lei un figliuolo; io la benedirò, ed essa diverrà nazioni; re di popoli usciranno da lei“.

Sarah rappresenta lo spirito della santità e fin quando è vissuta: la nuvola della Shekinah si è librata sulla sua tenda e la lampada che ha acceso alla vigilia di Shabbat ha continuato ad ardere fino allo Shabbat successivo.

Questi miracoli cessarono con la morte di Sarah, ma si manifestarono nuovamente, quando Isacco sposò Rebecca e la portò nella tenda della madre.

Quando Sarah lasciò Ur nel suo viaggio con Abramo verso Canaan, convertì molte persone alla sua nuova fede e quando più tardi diede alla luce Isacco, allattò un centinaio di bambini (oltre al proprio figlio) al momento della sua circoncisione. Molti di questi bambini crebbero come persone pie. Un Midrash (Pesikta Rabbati) afferma che tutti i convertiti vissuti, provengono dai bambini che Sarah allattò.

Ma Sarah rappresenta anche l’ospitalità, visto che la sua tenda era sempre aperta a qualunque viandante nel deserto. Ed è riconosciuta per la sua bellezza. Quando Abramo si recò in Egitto, durante la carestia, nascose Sarah in un cesto, per paura che gli egiziani potessero violentarla e quando il nascondiglio venne aperto, la sua bellezza riempì l’intero Egitto.

Lo stesso faraone la desiderava e le diede la provincia di Goshen come regalo di nozze, ma il suo progetto lussurioso venne scongiurato, all’ultimo, da un santo e Sarah lasciò l’Egitto con suo marito. Quando Abramo portò Isacco sul monte Moriah per dare il figlio in sacrificio al comando di D*o, Satana ingannò Sarah convincendola che Abramo aveva ucciso il loro unico figlio.

Un Midrash racconta che la sua anima volò via dal corpo all’udire di quelle parole. Un’altro, invece, sostiene che morì di gioia una volta aver saputo che il figlio era stato risparmiato. Sarah è l’ultima donna per la quale viene indicata l’età della morte nella Torah: Bereshit 23:1 “Gli anni della vita di Sarah furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sarah”. La storia di Sarah viene solitamente letta a Rosh HaShanah.

Il precetto (mitzvah) del giorno: “Controllare i segni delle locuste per accertare se sono del tipo permesso” (Questi potrete mangiare tra tutti gli insetti che volano. Vaikrà 11, 21).

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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