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“Lo sapevate… chi sono i Lamed Vavnik e qual è il loro compito?”/ Adàr, 18, dell’anno 5778

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Lamed Vavnik

Shalom carissimi lettori. Oggi è il 18 del mese di Adàr dell’anno 5778. Lo sapevate chi sono i “Lamed Vavnik”? Chiamati anche Lamed Vav o Lamed Vavniks (in yiddish) o Tzaddikim Nistarim (צדיקימ נסתרים, in ebraico) rappresentano i “36 giusti” e si riferiscono a una delle dimensioni più mistiche dell’ebraismo.

C’è, infatti, una credenza del folclore ebraico (che trae origine da un’affermazione talmudica), secondo cui per ogni generazione esistono trentasei giusti (tzaddikim) sui quali si fonda il mondo e che stanno in presenza della Shekhinah.

Si tratta, però, di trentasei sconosciuti, uno dei quali è destinato a diventare il Messia, ma se la sua generazione lo merita. Sono persone normalissime che vagano in esilio con gli altri ebrei  e che assumono il proprio ruolo solo quando la comunità è in pericolo. E dopo aver salvato gli ebrei tornano nell’anonimato. E’ loro proibito rivelarsi agli altri, perché se lo facessero morirebbero. 

Si narra che il Ba’al Shem Tov (LEGGI QUI) conoscesse i Lamed Vavnik della propria generazione e che avesse dato loro un sostegno economico. Si racconta pure che Rabbi Eliyahu Zalman il Gaon di Vilna sapesse di un Lamed Vavnik, di nome Leib, che lavorava in una distilleria. A lui scrisse, prima di partire per i Israele, chiedendogli di accompagnarlo.

Quando la lettera arrivò, gli altri lavoranti nel constatare che il Gaon di Vilna aveva scritto a uno di loro, rimasero stupiti. Ma lo furono ancora di più quando videro che Leib gettò la lettera nella fornace. Probabilmente sapeva che il Gaon di Vilna non avrebbe mai raggiunto la Terra. Sono, dunque, trentasei persone speciali e, secondo la tradizione, se ne mancasse soltanto uno, il mondo verrebbe a finire.

Ma perché si chiamano Lamed Vav? E qui entra in gioco la ghematria. Il numero 36 è formato da una lettera Lamed (ל, che vale 30) e una Vav (ו, che vale 6). Le fonti talmudiche alle quali potete fare riferimento sono: Trattato Sanhedrin 97b e Trattato Sukkah 45b.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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