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“Lo sapevate… chi era il Ba’al Shem Tov e perchè si chiamava così?”/ Adàr, 16, dell’anno 5778

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Shavua tov, carissimi lettori di Vivi Israele. Oggi è il 16 del mese di Adàr dell’anno 5778. Lo sapevate chi era il Ba’al Shem Tov (1700-1760)? Israel Ben Eliezer (ישראל בן אליעזר‎), detto Ba’al Shem Tov (o con l’acronimo Besht) è stato un mistico e capo carismatico del nascente movimento Chassidico (LEGGI QUI).

La sua terra di origine era la Polonia. Non ebbe molte possibilità di studiare da giovane, ma ebbe la fortuna di essere introdotto ai segreti della Kabbalah tramite lo studio dei testi lasciatigli dal Baal Shem Adam. Imparò da maestri celesti come il profeta Ahiyah lo Shilonita, come le anime possono ascendere al cielo.

E sembra che fu proprio durante una di queste ascese che il Messia (LEGGI QUI) gli disse che l’età messianica sarebbe iniziata, quando i suoi insegnamenti si fossero diffusi in lungo e in largo. Si dice pure che conoscesse l’identità dei Lamed Vavnik (una credenza del folklore ebraico sostiene che ogni generazione ha trentasei uomini giusti, tzaddik).

Considerato un guaritore, amava passare il tempo nei boschi, facendo esperienza della presenza divina nel mondo della natura. Ma perchè era stato chiamato Baal Shem Tov, che tradotto dall’ebraico significa “Padrone del Buon Nome”? Perchè pare che fosse uno dei pochissimi a conoscere la corretta pronuncia del Tetragrammaton (יהוה) ovvero del nome di D*o.

Non a caso si dice che costruì un Golem (LEGGI QUI) e che insegnava una forma popolare di Kabbalah. Il suo insegnamento ebbe una vasta influenza, in quanto rispondeva ai bisogni degli ebrei semplici e poco colti. A loro mostrò come servire D*o nelle attività quotidiane.

Era convinto che la preghiera fosse una forma di manifestazione di devozione superiore più importante dello studio della Torah. Per questo gli chassidim si contrapposero ai mitnaggedim. E sosteneva che andassero ascoltati persino gli “strani pensieri” che inevitabilmente assediano l’uomo in preghiera. Era con la preghiera che, secondo Besht, le scintille del divino intrappolate nel mondo materiale, potevano essere riportate indietro alla loro fonte.

Un compito che può essere svolto da tutti gli ebrei, in tutte le attività che compiono e non solo nell’osservanza dei precetti, che in termini kabbalistici si chiama “Tikkun” (riparazione).

Il precetto (mitzvah) del giorno è: “Controllare i segni distintivi dei volatili, per accertare se possono essere mangiati” (Voi potrete mangiare ogni tipo di volatile puro. Devarìm 14, 11). Precetto ancora in voga oggi.

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