Lo sapevate… cos’è il “Luz” (לוז) detto anche “Nocciolo dell’immortalità”? – Adàr,...

Lo sapevate… cos’è il “Luz” (לוז) detto anche “Nocciolo dell’immortalità”? – Adàr, 4, dell’anno 5778

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Shalom carissimi lettori. Oggi è il 4 del mese di Adàr dell’anno 5778. Lo sapevate cos’è il “Luz” (לוז) detto anche “Nocciolo dell’immortalità”? In ebraico sta per “albero di mandorle” o “mandorlo noce”, ma in realtà è molto di più.

Si tratta tratta di un osso indistruttibile della forma di una mandorla, posto alla base della colonna vertebrale e intorno al quale si formerà un nuovo corpo. Pensate che quest’osso sopravvive alla disintegrazione del corpo, dopo la sepoltura, ma potrebbe restare danneggiato in caso di cremazione.

Nell’epoca rabbinica il luz venne sottoposto a numerose prove per dimostrare a chi non credeva nella resurrezione, che quest’osso era in grado di resistere al fuoco, all’acqua e a un pesante martellamento.

Secondo la tradizione, l’osso prenderebbe il suo nutrimento soltanto dal cibo mangiato nella cerimonia della Melavveh Malkah (מלווה מלכּה) ovvero la cena del sabato sera che accompagna l’uscita dallo Shabbat.

Si racconta anche che coloro che si inchinano a D*o durante la preghiera si garantiscano la resurrezione, poiché stimolano l’osso piegando la spina dorsale.

Luz è anche il nome di una città della Terrasanta costruita in un luogo unto con l’olio celeste del patriarca Giacobbe e pertanto è indistruttibile, così come l’osso. Pensate che il posto è invisibile all’occhio umano e si dice che sia raggiungibile soltanto attraverso un albero di mandorle cavo che tramite una caverna porta alla città.

Luz protegge i suoi abitanti dall’Angelo della Morte e si racconta di quanto quest’ultimo prese di mira due scribi di Salomone. Egli allora li mandò nella città di Luz, accompagnati da alcuni demoni sotto il suo diretto controlli ed entrambi si salvarono una volta dentro le mura della città.

Il precetto (mitzvah) del giorno: “Riscattare un’eredità immobiliare in una città cinta da mura, entro il termine di un anno”. (E quando una persona dovesse vendere un’abitazione in una città cinta da mura. Vaikrà 25, 13). Ricordiamo che il precetto non è più in uso oggi, come tanti altri che si riferiscono al periodo del Tempio.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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