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I simboli dell’ebraismo: Purim (פורים) la festa delle sorti, storia e tradizione

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Shavua tov, carissimi lettori. Il simbolo dell’ebraismo di oggi è Purim (פורים) – che tradotto significa “sorti” –  una delle poche festività la cui allegria e insolenza, sembrano ribaltare l’aspetto religioso della tradizione. Purim è la festa che commemora la vittoria degli ebrei contro il malvagio Hamman il persiano.

Viene celebrata nel mese di Adàr. Si parte il 13 di Adàr, con il Digiuno di Ester; mentre il 14 di Adàr è Purim. Il Talmud (Taanit 29a) dice che con l’inizio di Adàr la gioia comincia a crescere; al contrario insomma di quanto accade con il mese di Av, che nella tradizione ebraica è legato a numerosi eventi nefasti. Secondo alcuni lo stesso Messia è atteso nel mese di Adàr.

L’arte e il folclore rappresentano questa festa con una serie di immagini eccentriche e, ad esempio, disegni di animali, come l’orso che è il simbolo della Persia o il pesce, simbolo del segno zodiacale dei Pesci che contraddistingue la festa di Purim, la cui origine del nome resta piuttosto oscura.

La festa racconta di come il destino della comunità ebraica persiana fu determinato, secondo quanto raccontato nel libro di Ester.

La storia

La storia narra che Mardocheo salvò il re Assuero da un complotto di corte. Per questo motivo venne promosso funzionario, ma scatenò l’invidia di Hamman, potente consigliere del re. Assuero diede una serie di banchetti in onore dei dignitari mediorientali e al rifiuto della regina Vasti, sua moglie, di presenziare a uno di questi banchetti, prese come sposa Ester (portata dal cugino Mardocheo) la quale divenne regina.

Mardocheo venne a conoscenza di un nuovo complotto e fece avvertire il re da Ester. Perchè Hamman il perfido voleva annientare il popolo ebraico? Una volta elevato al massimo rango del regno, tutti dovevano inginocchiarsi e prostrarsi in sua presenza. Tutti, tranne Mardocheo, che in quanto ebreo aveva l’obbligo di prostrarsi soltanto di fronte a D*o. Una volta conosciute le origine di Mardocheo, decise come punizioni di sterminare tutto il popolo ebraico.

Il re, in un primo tempo, diede il benestare ad Hamman per agire come meglio ritenesse opportuno, gettando nella disperazione l’intero popolo ebraico. Fu allora che Mardocheo chiese a Ester di incontrare il re.

Lei, tuttavia, rispose che nessuno poteva recarsi dal re, senza essere chiamato: pena la morte. Alla fine Ester viene convinta e dopo aver chiamato a raccolta tutti gli ebrei, li invita a digiunare, annunciando che si sarebbe recata dal re, pur col rischio di perire. Fu così che Ester, Mardocheo e tutto il popolo ebraico digiunano e pregano per tre giorni, implorando la clemenza divina. Alla fine Ester incontrerà il re e otterrà la grazia per il proprio popolo e Hamman venne impiccato.

La tradizione

I due eroi della storia sono Ester e suo cugino Mardocheo (Mordechai), i cui nomi potrebbero derivare dalle divinità persiane: “Ishtar” e “Marduk”. La “favola”, che celebra il trionfo dei deboli sui forti, è divenuta molto popolare tra gli ebrei anche della diaspora . Alcune comunità, inoltre, hanno festeggiato altri Purim (chiamati “piccoli”) per celebrare determinate ricorrenze, soprattutto legate al salvataggio di una comunità. La Festività di Purim inizia sempre al tramonto e si celebra leggendo innanzitutto la “Megillah” (il Libro di Ester), in Sinagoga.

Quindi, scatta il carnevale, indossando costumi, improvvisando giochi di parole, scherzi, battute sulla base dei testi tradizionali “Purim Torah”. E’ anche usanza consegnare “mishloach manot” o “shalas manos” (cesti di cibo) ai vicini o ai bisognosi. In questa occasione vengono mangiati anche dei particolari dolcetti di forma triangolare (a base di frutta o semi di papavero), gli “hamentashen” (LEGGI QUI) chiamati anche “ozney Haman” (orecchie di Haman). E poi degli spaghettini (noodle) molto fini, chiamati i “capelli di Haman”.

In alcune comunità si mangiano anche ceci e lenticchie. Malgrado qualcuno abbia espresso disapprovazione sull’eccessiva frivolezza di questa festa, si usa bere a Purim a tal punto da non riconoscere più Mordechai dal perfido Hamman. Un’altra pratica caratteristica del Purim è quel di far rumore in Sinagoga – solitamente vietato durante il pubblico servizio – per cancellare la memoria di Amalek, del quale Hamman sarebbe discendente (Deuteronomio 25:19).

19 Quando dunque l’Eterno, il tuo Dio, t’avrà dato requie, liberandoti da tutti i tuoi nemici all’intorno nel paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità perché tu lo possegga, cancellerai la memoria di Amalek di sotto al cielo: non te ne scordare!

E’ prevista l’usanza di dire il nome di Amalek, seguito dall’utilizzo di un gragger uno strumento che provoca rumore.

 

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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