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Kabbalah estatica: alla scoperta della Ma’aseh Merkhavah (מעשה מרכבה) e della mistica ebraica

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Carissimi lettori di Vivi Israele, in questo nuovo appuntamento dedicato alla Kabbalah ci occuperemo di un argomento molto affascinante, ma a tratti inquietante, legato a una pratica mistica, risalente al periodo tra il primo e il secondo secolo e.v..

Parliamo della “Ma’aseh Merkhavah” (מעשה מרכבה) – che tradotto dall’ebraico, significa l’Opera del Carro divino – uno dei principali rami del misticismo ebraico, basato sulla visione mistica del profeta Ezechiele (1: 4-26).

La pratica – assolutamente sconsigliata a chi non ha raggiunto un’adeguata preparazione spirituale – è basata su una meditazione che si prefigge di eguagliare l’esperienza descritta da Ezechiele. Le opere letterarie relative a questa disciplina – come sottolinea Gabrielle Samuel nel suo libro “Kabbalah – Tutti i segreti del misticismo ebraico” – rientrano nel cosiddetto misticismo “Heikhalot” (היכלות, ovvero dei palazzi), che appunto parla di ascese di palazzi celesti. Ezechiele descrive nel suo libro una stupefacente visione con i cieli che si spalancano, per rivelare una nube circondata da un bagliore da cui guizzano fiamme.

Al centro ci sono quattro creature alate, ognuna con quattro volti, unite per le ali e sospese sopra o accanto a quattro ruote. Sopra quegli esseri una sorta di firmamento, da cui Ezechiele udì un suono. Sopra il firmamento un trono che luccivava come uno zaffiro.

Su di esso siedeva una figura dalle sembianze di un uomo, che dalla cintola in su splendeva come metallo incandescente e dai fianchi in giù come fuoco, circondata da un fulgore come un arcobaleno. Questa figura sembra descrive la Gloria del Signore. La creatura si rivolge a Ezechiele e gli chiede di parlare al popolo di Israele.

Ecco, dunque, il racconto di Ezechiele (1: 4-26)

4 Io guardai, ed ecco venire dal settentrione un vento tempestoso, una grossa nuvola con un fuoco folgorante e uno splendore intorno a essa; nel centro vi era come un bagliore di metallo in mezzo al fuoco.

5 Nel centro appariva la forma di quattro esseri viventi; e questo era l’aspetto loro: avevano aspetto umano.

6 Ognuno di essi aveva quattro facce e quattro ali.

7 I loro piedi erano diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello; e brillavano come il bagliore del bronzo lucente.

8 Avevano mani d’uomo sotto le ali, ai loro quattro lati; tutti e quattro avevano le loro facce e le loro ali.

9 Le loro ali si univano l’una all’altra; camminando, non si voltavano; ognuno camminava diritto davanti a sé.

10 Quanto all’aspetto delle loro facce, essi avevano tutti una faccia d’uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d’aquila.

11 Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s’univano a quelle dell’altro, e due che coprivano loro il corpo.

12 Camminavano ognuno diritto davanti a sé; andavano dove lo Spirito li faceva andare, e, camminando, non si voltavano.

13 L’aspetto di quegli esseri viventi era come di carboni incandescenti, come di fiaccole; quel fuoco circolava in mezzo agli esseri viventi, era un fuoco scintillante, e dal fuoco uscivano dei lampi.

14 Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine.

15 Mentre guardavo gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso ciascuno di essi, verso le loro quattro facce.

16 L’aspetto delle ruote era come il bagliore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro struttura erano come se una ruota fosse in mezzo a un’altra ruota.

17 Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano.

18 I loro cerchi erano alti e imponenti; i cerchi di tutte e quattro erano pieni d’occhi tutt’intorno.

19 Quando gli esseri viventi camminavano, le ruote si movevano accanto a loro; quando gli esseri viventi si alzavano su da terra, si alzavano anche le ruote.

20 Dovunque lo Spirito voleva andare, andavano anch’esse; le ruote si alzavano accanto a quelli, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote.

21 Quando quelli camminavano, anche le ruote si movevano; quando quelli si fermavano, anche queste si fermavano; e quando quelli si alzavano su dalla terra, anche queste si alzavano accanto a essi, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote.

22 Sopra le teste degli esseri viventi c’era come una volta d’un bagliore come di cristallo di ammirevole splendore, e si estendeva su in alto, sopra le loro teste.

23 Sotto la volta le loro ali erano diritte, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che coprivano il corpo.

24 Quando camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell’Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore di un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali;

25 si udiva un rumore che veniva dall’alto, dalla volta che era sopra le loro teste.

26 Al di sopra della volta che era sopra le loro teste, c’era come una pietra di zaffiro, che pareva un trono; e su questa specie di trono appariva come la figura di un uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto.

Da questa visione, i kabbalisti aspiravano a raggiungere il livello di iniziato spirituale (yored merkhavah), che permetteva, grazie all’esercizio, di allentare i legami con la materialità. L’obiettivo, insomma, era quello di liberare l’anima permettendole quella visione. Ma attenzione, perchè la visione di questo carro di luce prevede il superamento dei temibili angeli guardiani (מלאכים Mal’akhim) che sorvegliano l’ingresso di ogni livello celeste, l’ultimo dei quali ospita il Trono della Gloria, nel quale si può sperimentare la visione dell’aspetto di D*o descritta da Ezechiele. Tanti e solenni sono gli avvertimenti che mettono in guardia, soprattutto il profano, dal voler sperimentare certe pratiche, senza aver raggiunto il giusto livello di purificazione e di preparazione.

La mistica della Merkhavah – studiata soprattutto nella Tzfat (Safed) del XVI secolo – produsse un ampio corpo di scritti e di immagini, che includevano: la preparazione, i segreti e le pratiche che potevano permettere l’accesso alla visione della Merkhavah. Per evitare danni i segreti si tramabdavano soltanto ai giudici supremi delle corti rabbiniche. Oltre a preservare dai pericolo di simili pratiche, si voleva anche evitare che dalla divulgazione selvaggia di queste pratiche, potessero derivare delle eresie. C’è un racconto del Talmud che ben illustra i pericoli di queste pratiche dall’esperienza di quattro rabbini che si erano avventurati nel “pardes”.

Così riporta il Talmud (Chaghiga 14b):

Così hanno insegnato i nostri saggi: quattro persone sono entrate nel Pardes ed erano: Ben Azai, Ben Zoma, Acher e Rabbi Akiva. Rabbi Akiva disse loro: quando arriverete alle pietre di marmo bianco non dite: acqua! Acqua! Dato che è scritto: colui che dice menzogne non potrà stare davanti ai miei occhi.

Ben Azai guardò e morì, e di lui il verso dice: preziosa agli occhi di D*o è la morte dei suoi pii. Ben Zoma guardò e rimase ferito, e di lui dice il verso: ha trovato miele, basta di mangiarne, o altrimenti ti sazierà al punto di vomitarlo. Acher si mise a tagliare i virgulti. Rabbi Akiva uscì in pace. (fonte cabala.org)

La mistica della Merkhavah e delle visioni del Trono della Gloria è legata ai concetti di Adam Qadmon, alla visione degli abiti di D*o, quest’ultimi intesi come metafore delle dieci Sefiròt e ai Nomi sacri di D*o. C’è un testo midrashico, pubblicato tra il II e il IV secolo, dal titolo: Shi’ur Qomah (שיעור קומה), che letteralmente significa misura della statura (divina). Il testo rientra nella letteratura delle Heikhalot. al suo interno si trovano descrizioni dell’ascesa attraverso i vari livelli, le varie porte e i relativi angeli. Parlando delle misure del corpo divino, l’opera suscitò le critiche – soprattutto di Maimonide – per il suo antropomorfismo.

In copertina un testo kabbalistico.
Foto tratta da Moreshet-Auctions.com

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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