“Lo sapevate cos’è… cos’è la כוונה (Kavvanah)?” – Shevat, 13, dell’anno 5778

“Lo sapevate cos’è… cos’è la כוונה (Kavvanah)?” – Shevat, 13, dell’anno 5778

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Boqer tov, carissimi amici che seguite Vivi Israele. oggi è il 13 del mese di Shevat dell’anno 5778. Lo Sapevate… cos’è la כוונה (Kavvanah)? E’ una parola ebraica che significa “intenzione”, ma il suo significato va al di là del mero significato letterale.

Infatti, vuol dire “intima intenzione”, ad esempio, quella di concentrarsi sulla dimensione religiosa della preghiera. E’ un concetto discusso ampiamente dalla letteratura talmudica, che mira a stabilire, se si possa compiere una mitzvah, senza avere davvero intenzione di farla.

Ciò può avvenire per sbaglio oppure senza la giusta motivazione. Senza Kavannah, dunque, si sostiene che i precetti siano semplici azioni meccaniche, un po’ come dire: un corpo senza anima. Ma soltanto i mistici e gli chassidim hanno dato un’importanza maggiore alla interiorità, rispetto che alla ritualità. Molti di loro, ad esempio, erano soliti ritirarsi per un’ora in meditazione alla mattina, prima delle preghiere, per concentrare la loro mente su D*o.

Per i kabbalisti, poi, la Kavannah è una componente essenziale. pensate che venne addirittura composto un libro kabbalistico di preghiere, che portava scritto sopra ogni parola il riferimento alle parti corrispondenti della struttura delle Sefirot affinchè la mente potesse tenerle nella coscienza, mentre venivano pronunciate.

Queste preghiere, tuttavia, richiedevano molto più tempo per essere recitate e un kabbalista di nome Shalom Sharabi fondò una Yeshivah apposita. Questi mistici introdussero la formula “Leshem yichud” (in nome dell’unità, prima di compiere qualsiasi atto rituale, in modo da avere la giusta kavvanah, ma molti altri rabbini si opposero sostenendo che per la preghiera bastava soltanto recitare la formula, senza necessariamente pensare ciò che uno stava dicendo.

Insomma, non è facile addentrarsi in questa giungla. Ognuno è libero di esprimere la propria considerazione. Io, ad esempio, sono dell’idea che senza kavannah: una preghiera o una mitzvah non vengono perfezionate. La kavannah a mio giudizio (spassionato) è necessaria anche quando si compie un atto contrario, ma senza averne la kavvanah.

Un esempio è quello delle pulizie di Pesach, quando bisogna cercare in casa anche una minima briciola di pane. Che succede, però, se dopo aver pulito da cima a fondo casa, ne spunta una? Il precetto è stato compiuto? Secondo alcuni rabbini sì, nel momento in cui l’errore non è stato commesso con l’intenzione.

Il precetto (mitzvah) del giorno: “Presentare le primizie al santuario”. (Tu porterai i primi che siano maturati tra i tuoi frutti nella Casa del Signore tuo D*o. Shemòt 23, 19).

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

1 COMMENT

  1. Buonasera e grazie per i suoi preziosi articoli. Le chiedo se puoi fornirmi precise indicazioni riguardo il libro kabbalistico di preghiere citato in questo articolo. Sono molto attratta dalla religione e spiritualità ebraica, e anche se trovo difficoltà ad orientarmi a causa dell’infinita quantità di testi da studiare, continuo a leggere perché ho la chiara sensazione d’aver finalmente trovato quello che cercavo da sempre. Grazie per la sua attenzione.
    Lella Costantini.

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