Nata nella diaspora e “uccisa” dalla Shoah: un viaggio alle origini della...

Nata nella diaspora e “uccisa” dalla Shoah: un viaggio alle origini della lingua Yiddish

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Lo Yiddish, l’ebraico della diaspora, che sembrava dover scomparire, a favore dell’ebraico moderno (l’ivrit), dopo la costituzione dello Stato di Israele, nel 1948, ha invece ritrovato la sua funziona creatrice, con il passaggio progressivo dallo stato di lingua vernacolare a lingua culturale, anche se è andata scomparendo come lingua parlata, restando più che altro un idioma familiare, espressione degli affetti o della nostalgia.

Un libro che secondo me è fondamentale, per entrare a contatto con questa cultura, viverla e capirla, è “Lo Yiddish”, di Jean Baumgarten, che iniziamo a trattare oggi.

Un colpo drammatico alla vita dello Yiddish è stato dato dallo Shoah. Basti pensare che se all’alba della seconda guerra mondiale si contavano circa undici milioni di persone che parlavano Yiddish, in Europa e in America del Nord e del Sud. Nel 1948 erano rimasti cinque o sei milioni a parlare questa lingua. Come le altre lingue ebraiche, anche l’Yiddish si scrive da destra verso sinistra. Si usa l’alfabeto ebraico, ma il sistema fonologico ha grandi similarità con il tedesco. Per più di mille anni questa lingua ha rappresentato una delle principali lingue di comunicazione degli ebrei ashkenaziti.

L’Yiddish, nel corso dei secoli ha conosciuto molteplici denominazioni. Ad esempio, troviamo il termine taytsh, che mette in evidenza l’apparentamento con il tedesco. “Taytsh Chumesh” era la traduzione della Bibbia in lingua vernacolare; “loshn-ashkenaz“, significava di lingua ashkenazita. La scritta bilshoyneynu (nella nostra lingua) trovata nelle glosse medievali testimonia l’uso della lingua. Le prime tracce della parole Yiddish risalgono al XVII secolo. Gli umanisti cristiani, già nel XVI secolo parlavano di hebraeo-germanice e di judaeo-germanice. E poi: hebräisch-teutsch, juden teutsch e a partire dal XIX secolo anche jüdische Sprache dal XVIII secolo.

E’ nel XIX secolo che la parlata vernacolare ebraica viene contrapposta alle lingue pure e l’yiddish inizia a essere considerato come un idioma imbastardito. La lingua yiddish nasce nel IX-X secolo nella regione renana della Lotaringia. In quell’epoca, come sostiene M. Weinreich – citato da Baumgarten – ha inizio l’era ashkenazita della storia ebraica.

La volontà degli ebrei di vivere assieme, separati dal resto della società, per meglio perpetuare le pratiche dell’ebraismo, è una delle ragioni che hanno portato alla nascita dell’yiddish; assieme a un altro motivo, quella separazione volontario dal mondo cristiano che li circondava.

L’istituzione di strade o quartieri ebraici nelle città tedesche da una parte era il risultato della segregazione giuridico-sociale delle autorità ecclesiastiche, dall’altra rappresentava un modo di vivere e pregare assieme. Da qui le espressioni: “di yidische gas” (la strada ebraica), “der moqem” (la città non ebraica), “af der yidische gas” (tra ebrei) .

Si parla poi dell’yiddish lingua dello Derekh ha-shas (lingua del modo di vita ebraico o della via del Talmud) e di yiddishkeyt come dell’ebraismo. L’yiddish è una lingua ebraica, dunque, che nasce dalla dispersione e dall’esilio. Secondo R.King, poi, avrebbe più familiarità con alcuni dialetti tedeschi delle province orientali della Germania, che della Renania.

Tra il 1100 e il 1450, dopo aver lasciato la Lotaringia nel corso del flusso migratorio verso la Polonia e la Germania occidentale, gli ebrei si sarebbero fermati a vivere nella Baviera, dove avrebbero adottato una variante ebraica del dialetto bavarese, ma il fatto che l’yiddish sia stato scritto in caratteri ebraici è la prova che è una lingua creata per gli ebrei.

Secondo l’autore, Baumgarten: dal 1350 al 1500, abbiamo il periodo dell’antico Yiddish (alt yiddish) caratterizzato da un progressiva introduzione degli slavismi e presto il centro di gravità delle comunità ebraiche si sposta verso est: Boemia-Moravia, Polonia e Lituania. Successivamente, dunque, la quarta componente dello Yiddish, le lingue slave, si aggiunge alle tre precedenti: loshn-qoydesh (ebraico-aramaico); la’az (lingue romanze) e ai dialetti germanici.

Tra il 1500 e il 1700, l’yiddish si diffonde in aree nuove come Alsazia, Olanda, Germania settentrionale e Paesi baltici. Si assiste così alla diversificazione tra dialetti orientali e occidentali. Dal 1750 c’è il cosiddetto nay-yiddish (neo-yiddish), segnato dal suo declino nell’Europa occidentale, a favore di quella orientale. Con i flussi migratori del XIX secolo, l’yiddish si sposta anche in Palestina, America del Nord e del Sud.

Finiamo qui questa prima parte dedicata alla nascita e all’evoluzione della lingua yiddish.

Vi consiglio di ascoltare questi brani, quando studiate sul sito. Lo studio deve essere anche meditazione.

In copertina: Discussion Of The Project Of Building A New Synagogue In The Shtetl. is a painting by Eduard Gurevich (fineartamerica.com)

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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