Tevet, 26 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: חלה (Challah, il pane del...

Tevet, 26 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: חלה (Challah, il pane del Sabato)/ 2a Parte

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Shavua tov, carissimi lettori. Oggi è 26 del mese di Tevet dell’anno 5778. Riprendiamo qui con la seconda parte dedicata all’origine della “khallah” o “challah” il tipico pane intrecciato di Shabbat, detto anche pane del Sabato. Per chi non avesse letto ancora la prima puntata può leggerla (QUI).

Se ci fate caso: la forma delle pagnotte intrecciate ricorda molto quella dei semi di grano sorretti dallo stelo, a testimoniare il patto con D*o, nel creare il pane dalla terra. Spesso le pagnotte sono ricoperte con semi di papavero o con del sesamo, come simbolo della manna che cadde nel deserto. Ma non è tutto. Spesso le “challot” vengono impastate in forme diverse, a seconda delle festività.

A Rosh-HaShanah, ad esempio, è spesso realizzata in forma circolare, oppure a spirale, a forma di alveare o a forma di corona come simbolo del ciclo degli anni e la speranza di un nuovo anno che sia completo e armonioso. Altre volte viene realizzata a forma di testa di volatile – come spunto da un passaggio di Isaia – con l’intento di rappresentare la protezione di D*o.

(Isaiah 31:5): “Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, così il Signore degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare“.

E’ anche tradizione includere dell’uvetta nella pasta del pane di Rosh-HaShanah, nella speranza che il nuovo anno sia dolce. Per il pasto prima di Yom Kippur, alcune comunità realizzano una scala sopra la challah, nella speranza che le preghiere di perdono ascendano rapidamente al cielo. In occasione di Hoshana Rabba, l’ultimo giorno di Sukkot, la parte superiore della pagnotta viene realizzata come una mano tesa al cielo a testimoniare il giudizio divino, decretato nel giorno di Yom Kippur e confermato in quello di Hoshana Rabba.

Nel giorno di Shabbat di Hanukkah, la pagnotta può avere la forma di una menorah. A Purim viene realizzata una treccia gigante chiamata “keilish” che rappresenta la lunga cima usata per impiccare Hamman (a breve parleremo anche di Purim e del suo significato) oppure la challah viene realizzata a forma di triangolo, la stessa dei dolcetti tipici di questa festa: gli “hamentashen”. Nel corso degli anni, i vari fornai si sono cimentati in composizioni molto particolari, considerate offerte per il giorno di Shabbat.

La challah è coperta da uno speciale tessuto ricamato, una sorta di tovaglietta, che simboleggia la rugiada che copriva e proteggeva la manna nel deserto.

Il precetto (mitzvah) del giorno è: “Una persona che fa il voto per il valore di un animale, deve donare la somma che il kohèn stabilirà dopo valutazione“. (E porrà l’animale di fronte al kohèn… e il kohèn lo valuterà. Vaikrà 27 11-12)

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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