“Tzimtzum” e “Partzufim” rudimenti di cosmogonia kabbalistica

“Tzimtzum” e “Partzufim” rudimenti di cosmogonia kabbalistica

2127
0
SHARE

Come fa l’infinito a diventare finito? Il concetto di “Tzimtzum” (צמצום) è di fondamentale importanza nella Kabbalah, per capire le diverse fasi della creazione e tutto ciò che ne consegue.

Il termine, dunque si riferisce al processo che porta l’infinita Essenza divina, a farsi finita. Secondo quanto riportato da Gabriella Samuel nel suo libro “Kabbalah – Tutti i segreti del misticismo ebraico”, la parola Tzimtzum ha un triplice significato: di contrazione, condensazione e occultamento (quest’ultimo necessario, affinchè le creature non vengano distrutte dall’infinita luce dell’Ein Sof). Il processo ha inizio proprio nell’Ein Sof (che significa senza fine, quindi infinito) e permette la manifestazione degli universi fisici.

Perchè l’infinito diventi finito, dunque, è necessario che l’Emanazione divina (infinita) si contragga al centro, creando uno spazio vuoto primordiale (detto tehiru), dentro il quale emana una linea retta (qav iashar) di Luce divina.

In questo modo, nel vuoto del pensiero hanno origine i vasi (kelìm) che riceveranno la luce divina (Or ein sof). La fase successiva è quella della rottura dei vasi con lo spargimento dei frammenti e della luce divina per tutta la creazione. I vasi ricostruiti formeranno i Partzufim, nient’altro che aspetti della divinità che ricevono, trattengono, trasformano e trasmettono la luce divina, fino a creare le Sefirot attributi divini prototipi degli attributi dell’essere umano.

Da qui si usa dire che gli umani sono stati creati a immagine di D*o. L’occultamento è una fase necessaria, in modo che il mondo possa esistere senza distruggersi all’istante.

Ed è proprio dallo Tzimtzum che hanno origine i cinque mondi (Olamot), che in ordine alla densità, dal più raffinato al più materiale sono: ‘Adam Qadmon, ‘Atziylut, Beriy’ah, Yetzirah e ‘Asiyah (quest’ultimo è il mondo in cui viviamo noi).

Vi rimando a proposito a un altro mio servizio sui cinque mondi della Kabbalah (LEGGI QUI). Su come la materia sia sorta dall’infinito, i kabbalisti non sembrano aver dubbi sul fatto che quest’ultima abbia avuto origine dalle lettere dell’alfabeto ebraico alle quali è anche delegato il compito di sostenere continuamente la creazione.

I Partzufim (פרצופים).

Partzuf, in ebraico, significa: viso o volto, ma per capire meglio questo concetto dobbiamo utilizzare i termini della psicologia moderna, quindi “archetipo” o “gestalt” (in tedesco), quest’ultimo termine indica il modo di descrivere l’intera espressione di un oggetto, con tutti i suoi attributi e le modalità d’interazione. La loro dottrina, infatti, venne percepita attraverso la meditazione e le cosiddette “fugaci visioni dell’Eterno”.

Partzufim è un concetto astratto che indica la figura o personalità divina che emerge come espressione esteriore delle Sefirot Superne. Sono infrastrutture che facilitano lo scambio di energia tra le Sefirot.

Per capire meglio, secondo quanto spiegato da G.Samuel, vediamo che le prime fasi della Creazione sono permeate da disorganizzazione e confusione; le Sefirot non riescono a interagire né tra di loro né con D*o. Quando D*o versa la luce divina nelle Sefirot avviene la cosiddetta rottura dei vasi (shvirat ha-kelim). Le schegge dei vasi e le Nitzotzot (scintille divine) finiscono nel mondo di Beriy’ah per essere rettificate nuovamente diventando Partzufim ovvero i vetri infranti dei vasi di luce ricomposti.

Le Sefirot vengono dunque rappresentate dai Partzufim. Qui le Sefirot hanno completa interazione tra loro, potendo adempiere al compito del Tiqqun stesso ovvero la riparazione dei vasi di luce.

E’ attraverso i partzuf che il dinamismo creativo della Divinità è in grado di manifestarsi e operare. C’è un’analogia che spiega bene questo concetto molto astratto e difficile da afferrare.

Abbiamo un continente con dieci nazioni separate, ognuna con una propria lingua e problemi diversi, per risolvere i quali servono le capacità degli abitanti degli altri paesi. In questo continente non ci sarebbe possibilità di comunicare tra un paese e l’altro, se non fosse per dieci abitanti, che quando sono tutti insieme parlano le lingue e comprendono i costumi degli altri paesi. Attraverso questa comunicazione creativa è possibile risolvere i problemi e creare nuove situazioni od opportunità. Questo è quanto avviene nella comunicazione tra i Partzufim e le Sefirot.

Come avrete capito, si tratta di concetti piuttosto complessi, non aspettate di capirli oggi stesso e neppure domani, ci vuole tutta la vita per interiorizzarli. I libri, naturalmente, sono una fonte inesauribile di intuizioni, ma la visione dei mondi superiori è prerogativa di pochi. Bisogna insistere, studiare, meditare e applicarsi, chissà il desiderio non venga accontentato. A proposito di desiderio. A breve vorrei affrontare un altro autore dei miei preferiti, Michael Laitman, trattando quello che lui stesso definisce “Il desiderio più grande del mondo”. A presto è continuate a seguirmi.

Nella foto: “The Chagall Dream” di Elena Kotliarker

SHARE
Previous articleTevet, 23 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo: שכטי ישראל (la 12 tribù di Israele)
Next articlePresident Rivlin meets Argentinian Vice President Gabriela Michetti
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY