Home I simboli dell'ebraismo Tevet, 13 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo (2a parte): מגן דוד (Scudo...

Tevet, 13 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo (2a parte): מגן דוד (Scudo di David)

1805
0

Shalom a tutti, carissimi amici oggi è il 13 del mese di Tevet dell’anno 5778. Riprendiamo nel primo giorno di questo nuovo anno civile, il 2018, con la rubrica di Vivi Israele dedicata a “I simboli dell’ebraismo”.

Oggi tratteremo, in questa seconda e ultima puntata (LEGGI LA PRIMA), il מגן דוד (Maghen David), meglio conosciuto come Scudo di David (e non Stella, malgrado la somiglianza). Il kabbalista del quindicesimo secolo Isaac Arama sosteneva che il Salmo 67 – conosciuto anche come “Salmo Menorah“, per i suoi sette versi (più uno introduttivo) – era inciso in uno Scudo di David, nella forma di una Menorah. Presto, però, il simbolo della Menorah cede il posto allo Scudo di David, mentre la stella a cinque punte resta identificata con il sigillo di Re Salomone.

L’esagramma, inoltre, viene considerato un simbolo messianico, per il suo legame con David, antenato del Messia. Alla vigilia di Shabbat, ad esempio, gli ebrei tedeschi usano accendere una Menorah di ottone (lampada ad olio) chiamata Judenstern (Stella ebraica), nell’idea che lo Shabbat sia un’anticipazione dell’era messianica.

L’esagramma fu molto popolare anche nel diciassettesimo secolo, tra i seguaci di Shabbatai Tzevi, il falso messia. Tra i mistici lo Scudo di David ha spesso avuto il significato di amuleto, in grado di proteggere dalle forze del male e, non di rado, veniva inscritto uno di essi nelle mezuzot o nei più semplici amuleti.

In epoca medievale, lo Scudo di David compare anche negli emblemi di note famiglie: così a Praga, come in Italia e in Olanda. Nel 1354 l’imperatore Carlo IV, di Praga, accordò agli ebrei della città il privilegio di esporre la propria bandiera in occasione di cerimonie statali.

La bandiera, naturalmente, mostrava una stella a sei punte. Un emblema simile venne scoperto anche nella Altneuschul la più antica sinagoga di Praga.

Da qui il Maghen David si spostò pian piano in Moravia, Boemia ed Europa dell’est. Nel diciassettesimo secolo, il quartiere cristiano di Vienna venne separato da quello ebraico attraverso una pietra che segnava il confine, su una parte della quale era inscritto un esagramma e sull’altra la croce.

All’indomani della rivoluzione francese gli ebrei cominciarono a cercare un simbolo che li rappresentasse. Alla fine optarono per il Maghen David, innanzitutto per i suoi legami con i simboli araldici; quindi per il suo design geometrico e le sue caratteristiche architettoniche molto apprezzate dai costruttori di sinagoghe, spesso non ebrei.

Quando Theodor Herzl cercò un simbolo a cui associare il suo nuovo movimento sionista, la sua scelta cadde ancora una volta su Maghen David, per il fatto che non aveva alcuna connotazione religiosa. Oggi l’esagramma compare al centro della bandiera dello Stato di Israele ed è associato al riscatto nazionale. Nella prima metà del secolo scorso i nazisti scelsero la “stella” gialla come segno di riconoscimento per tutti gli ebrei che dovevano indossarlo obbligatoriamente sui propri abiti. Oggi, dunque, lo Scudo di David è riconosciuto come il simboli degli ebrei e dell’ebraismo per eccellenza.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here