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Tevet, 5 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo e la mitzvah del giorno: דבש (Miele)

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Shavua tov, carissimi amici. Oggi è il 5 del Tevet dell’anno 5778. il simbolo del giorno è: דבש (dvash) che tradotto in italiano significa miele. Nella Torah solitamente il miele si riferisce a uno spesso sciroppo di datteri, fichi o uva, ma nulla ha a che vedere con quello che noi conosciamo, il miele delle api. Così anche quando D*o disse ai figli di Israele che la Terra Promessa sarebbe stata percorsa da un fiume di latte e miele.

(Shemòt 13:5)

5 Quando dunque l’Eterno ti avrà introdotto nel paese dei Cananei, degli Hittei, degli Amorei, degli Hivvei e dei Gebusei che giurò ai tuoi padri di darti, paese ove scorre il latte e il miele, osserva questo rito, in questo mese.

Questo miele, tuttavia, non è quello delle api. Questo sciroppo, miele ricavato dalla frutta, nell’antichità rappresentava una vera e propria prelibatezza. La Torah spiega che la famosa manna sapeva di ostie fatte col miele, anche se per il Talmud ciò sarebbe vero solo per i bambini.

(Shemòt 16:31)

31 E la casa d’Israele chiamò quel pane Manna; esso era simile al seme di coriandolo; era bianco, e aveva il gusto di schiacciata fatta col miele.

E quando nel Tanakh leggiamo la frase “dolce come il miele”, è evidente che si riferisce alle parole di D*o

(Ezechiele 3:1-3) 1 Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va’ e parla alla casa d’Israele». 2 Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, 3 dicendomi: «Figlio dell’uomo, nutri il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo». Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele.

Ed anche alla saggezza della Torah

(Proverbi 24:13) 13 “Figliuol mio, mangia del miele perché è buono; un favo di miele sarà dolce al tuo palato”.

Così come al discorso di un amico

(Proverbi 16:24) 24 “Le parole soavi sono un favo di miele: dolcezza all’anima, salute al corpo”.

E alle seducenti parole di una strana donna

(Proverbi 5:3) 3  “Poiché le labbra della donna estranea continuano a stillare come un favo di miele, e il suo palato è più dolce dell’olio”.

In molte culture il miele è il simbolo della rinascita o della crescita personale. Nell’antica Grecia, ad esempio, il miele d’api rappresentava la saggezza. Per gli ebrei di oggi il miele è uno dei principali simboli di Rosh HaShanah (il capodanno ebraico) e rappresenta il ritorno alla vita dal peccato; ma è anche simbolo dell’educazione e dell’insegnamento che si dà ai bambini. Non a caso l’alfabeto che si insegna ai bambini in caratteri si “miele” scritti sulla lavagna, all’inizio della scuola, simboleggia la speranza dei genitori del bambino che le parole della Torah siano altrettanto dolci.

(Salmo 119: 103) 103 “Oh come son dolci le tue parole al mio palato! Son più dolci del miele alla mia bocca”.

In ultimo, è usanza degli ebrei Ashkenaziti mangiare dei dolci al miele “honig lekakh” o immergere fettine di mela nel miele, in concomitanza di Rosh HaShana, nella speranza che il nuovo anno sia dolce.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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