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Tevet, 4 dell’anno 5778/ I simboli dell’ebraismo e la mitzvah del giorno: מרים (Miriam)

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Boqer tov e shabbat shalom, carissimi amici. Oggi è il 4 del mese di Tevet dell’anno 5778. Il simbolo dell’ebraismo di oggi è: מרים (Miriam) nome proprio, traduzione di Maria.

Chi era Miriam? Era la sorella di Mosè e Aaron. Fu uno dei leader della comunità ebraica: sia in Egitto che nel deserto. Nell’era moderna, Miriam ha dunque rappresentato il simbolo delle donne ebree femministe della leadership femminile in campo spirituale e politico. Secondo il Midrash fu una profetessa, che iniziò la sua carriera già da piccola.

Pensate che in seguito all’editto del Faraone, in Egitto, di uccidere tutti i maschi ebrei, suo padre Amram ordinò a tutti gli uomini ebrei di divorziare dalle proprie mogli. Con tale proposito, Miriam accusò il padre di aver superato addirittura il disegno criminale del faraone di far fuori una generazione di ebrei e previde che lui e la moglie Yocheved avrebbero dato alla luce il redentore del proprio popolo.

Fu così che quando il piccolo Mosè venne salvato sul Nilo dalla figlia del Faraone, Miriam cercò di convincere quest’ultima ad assumere Yocheved (la madre naturale) come balia.

Questo per preservare l’identità ebraica del bambino (Shemòt 2,7): “La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?”.

Miriam viene da alcuni identificata anche come la ostetrica che salvò diversi bambini ebrei. Una volta valicato il Mar Rosso, Miriam, tamburello alla mano, guido le donne ebree in una danza per celebrare la vittoria.

(Shemòt 15,20-21): 20 Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un timpano: dietro a lei uscirono le donne con i timpani, formando cori di danze. 21 Maria fece loro cantare il ritornello: “Cantate al Signore perché ha mirabilmente trionfato: ha gettato in mare cavallo e cavaliere!”. Date le sue abilità nel canto, nella musica e nella danza, Miriam divenne musa degli artisti ebrei. Per molte ebree, tuttavia, Miriam non rappresenta soltanto il simbolo della leadershio femminile, ma anche il suo esatto contrario. Non dimentichiamo, infatti, che si ammalò di lebbra per aver diffamato il fratello Mosè il quale aveva sposato una donna Etiope (Bamidbàr 12)

1 Maria e Aronne parlarono contro Mosè a causa della donna etiope che aveva sposata; infatti aveva sposato una Etiope. 2 Dissero: «Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì. 3 Ora Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra.

4 Il Signore disse subito a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre e andate alla tenda del convegno». Uscirono tutti e tre.

5 Il Signore allora scese in una colonna di nube, si fermò all’ingresso della tenda e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti. 6 Il Signore disse: «Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui.

7 Non così per il mio servo Mosè: egli è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa.

8 Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non con enigmi ed egli guarda l’immagine del Signore. Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo Mosè?».

9 L’ira del Signore si accese contro di loro ed Egli se ne andò; 10 la nuvola si ritirò di sopra alla tenda ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa.

11 Aronne disse a Mosè: «Signor mio, non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso, 12 essa non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quando esce dal seno della madre». 13 Mosè gridò al Signore: «Guariscila, Dio!». 14 Il Signore rispose a Mosè: «Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe essa vergogna per sette giorni? Stia dunque isolata fuori dell’accampamento sette giorni; poi vi sarà di nuovo ammessa».

15 Maria dunque rimase isolata, fuori dell’accampamento sette giorni; il popolo non riprese il cammino, finché Maria non fu riammessa nell’accampamento. 16 Poi il popolo partì da Caserot e si accampò nel deserto di Paran.

Come i due fratelli, Miriam morì con un bacio divino, piuttosto che per mano dell’Angelo della Morte. Le donne femministe hanno introdotto l’usanza di cantare “Miriam ha-neviah) “Miriam la profetessa”, durante la “Havdalah”.

Il precetto (mitzvah) del giorno: “Impurità rituale riguarda il cibo e le bevande” (Di ogni cibo… sul quale giunga dell’acqua… e ogni bevanda… sarà impura” (Vaikrà 11,34)

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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