Home Ebraismo Il Sefer Torah e l’Arca Santa, un viaggio nella sacralità della Sinagoga

Il Sefer Torah e l’Arca Santa, un viaggio nella sacralità della Sinagoga

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Torah” è una delle parole più importanti dell’ebraismo. Racchiude, infatti, tutti gli insegnamenti della tradizione ebraica e la storia del popolo ebraico, da Adamo ed Eva in avanti. Nel mio saggio di oggi prendo spunto da un libro che mi è piaciuto molto, intriso di significato, malgrado le sue dimensioni molto contenute.

Mi riferisco alla “Torah spiegata ai giovani“, di Marc-Alain Ouaknin, che abbiamo già avuto modo di conoscere nel “Invito al Talmud”. La Torah non è altro che i primi cinque libri della Bibbia, detti anche i “Cinque libri di Mosè” o “chumash“, da khamesh (cinque in ebraico).

In italiano parliamo di Pentateuco, parola di origine greca, che deriva da penta (cinque) e teuchos (borsa) che in questo caso vuole significare i rotoli di papiro. Secondo il midrash i libri sono cinque, perchè cinque volte compare la parola luce all’inizio della Torah, nel racconto del primo giorno della creazione del mondo.

La Torah in sinagoga è rappresentata da un rotolo di pergamena (chiamato Sefer Torah), avvolto attorno a due bastoni chiamati “alberi della vita. Il testo in cui è scritta la Torah è in caratteri ebraici quadrati, senza punteggiatura; solo alcuni spazi bianchi dividono il testo in paragrafi.

La “sidra” è la porzione di testo letta in sinagoga, nel giorno di Shabbat. I rotoli non sono stampati, ma il testo è scritto a mano con inchiostro nero, usando penna d’oca o una canna sottile con la punta tagliata obliquamente.

Sono i sofrim (singolare sofer) ovvero gli scribi a copiare questi testi e per un rotolo ci vuole anche un anno. La Torah viene custodita nella parte anteriore della sinagoga, in un armadio chiamato anche “arca santa” (‘Aron ha qodesh). Prima di essere riposto, il rotolo viene coperto con un tessuto chiamato manto.

In sinagoga è sufficiente un rotolo, ma spesso se ne trovano due o tre, perchè secondo quanto prescritto dal Talmud, basta che manchi una lettera o che una lettera sia stata cancellata dal tempo, perchè quel rotolo non si possa più utilizzare e debba essere corretto. Alcune famiglie fanno scrivere un libro in memoria dei propri cari, mentre intere comunità, spesso, fanno una colletta per farne scrivere uno.

E’ dalla Torah che sono state formulate le 613 mitzvot. Il testo della Torah scritto su pergamena è considerato sacro. Per questo motivo è proibito toccarlo a mani nude e bisogna utilizzare una “mano” in metallo, solitamente in argento, per leggere.

Le stanghe di legno dei rotoli della Torah ricordano quelle che permettevano di trasportare l’Arca Santa originale, una scatola di legno d’acacia ricoperta d’oro, nella quale (durante la traversata del deserto) erano custodite le due tavole della Legge e la Torah scritta da Mosè. Riguardo la lettura: è usanza non far trascorrere tre giorni senza leggere la Torah in pubblico. Quattro le letture settimanali in sinagoga: il lunedì, il giovedì, il sabato mattina e pomeriggio.

I cinque libri sono divisi secondo il numero di settimane e ogni settimana si legge un brano. La Torah si trova nell’Arca santa della sinagoga, con quest’ultima che è sempre orientata verso Gerusalemme.

Tale orientamento è dato dal fatto che dopo la sua distruzione, il Tempio è stato sostituito dalla sinagoga e i sacrifici nel Tempio sono stati sostituiti da studio e preghiera. Una volta tirato fuori il rotolo, poi tutti i presenti si alzano in piedi. Prima della sua lettura il libro viene spogliato dei suoi ornamenti: corone o melograni d’argento, mano d’argento, manto e cintura.

Quindi, il rotolo viene mostrato ai presenti e inizia la lettura. Per molto tempo le donne non hanno avuto accesso né al culto, né alla lettura, né allo studio, ma oggi ragazzi e ragazze hanno parità di trattamento, se si escludono le comunità ortodosse. 

Torneremo presto su questo argomento.

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