Home Ebraismo La “guerra del fisco” e la razzia dell’oro del Tempio all’origine della...

La “guerra del fisco” e la razzia dell’oro del Tempio all’origine della festa di Chanukkah

1261
0

Martedì 12 dicembre (il 24 del mese di Kislev) nelle comunità ebraiche di tutto il mondo si commemora un miracolo, quello dell’olio del candelabro del Tempio di Gerusalemme, la cui scorta di un giorno continuò a bruciare e ad “illuminare” il popolo ebraico, reduce dalla vittoria sui greci cacciati da Gerusalemme, per altri otto giorni, il tempo necessario per l’arrivo delle nuove scorte. Dal 24 di Kislev, al primo giorno di Tevet, una al giorno, ciascuna famiglia, ma anche ciascuna comunità, ripeterà quel miracolo accendendo, una al giorno, le otto luci.

Ma lo sapevate che la festa di Chanukkah ha avuto origine da una “guerra fiscale”, che ha visto contrapposte diverse fazioni di ebrei, a cavallo della dominazione greca ed egizia? “Come?”, vi chiederete. E’ quanto sostiene, ed argomenta con dovizia di particolari, Charles Adams, nel suo libro “For Good and Evil, the impact of taxes on the course of civiliazation“. Vi racconterò anch’io questa storia. Tutto ha inizio con la conquista dell’Impero Persiano da parte di Alessandro il Grande. Con la sua giovane morte, tuttavia, l’impero si frantuma in più parti e i suoi generali rivali danno vita a dei micro-imperi.

Con Tolomeo al governo dell’Egitto e Seleuco, in Palestina e Asia Minore, la Giudea si diventa uno Stato tampone tra due potenze. Per gli ebrei poco cambiò, visto che dovettero versare il tributo da un re persiano, ad uno greco. Ci fu un semplice “passaggio di consegne”.

Anche le tasse rimasero invariate al 33 per cento per la semina e al 50 per cento per il raccolto di frutta e per i vigneti. La rivalità tra i due generali (Seleuco e Tolomeo) era molto alta e gli ebrei non seppero mai a chi davvero pagare i tributi o, come si dice, “rendere omaggio”. Per la grande libreria di Tolomeo, ad Alessandria, gli ebrei regalano una traduzione in greco delle sacre scritture e, per riconoscenza, Tolomeo libera tutti gli schiavi ebrei dall’Egitto, pagando di tasca propria. Ma gli ebrei dimostrano fedeltà anche alla dinastia dei Seleucidi e al re Antioco.

Nella guerra con Tolomeo IV, gli ebrei aiutarono Antioco a sconfiggere gli egiziani. Come ricompensa, Antioco abbuonò le tasse agli ebrei per tre anni; quelle sul raccolto per altri sette ancora. La stessa strategia che ritroviamo durante la Guerra Fredda, con le due super potenze: Usa e Urss e gli Stati più piccoli che all’epoca offrivano favori, chi agli uni e chi agli altri, in cambio di sconti sulle tasse o sul debito. Cosa succede.

Con l’immunità fiscale, la Giudea non ha alcun valore per Antioco e quando la figlia Cleopatra sposa Tolomeo, in seguito a un trattato di pace, come regalo di nozze Antioco regala la Giudea. Per gli ebrei è un duro colpo e tornano ad essere oppressi, dopo un periodo di libertà e immunità fiscale.

Ciò che era appena accaduto stava per scatenare una feroce guerra, dato che l’anziano alto sacerdote Onias, a capo di Israele, si rifiutò di pagare le tasse. Tolomeo mandò così un ambasciatore a Gerusalemme, per capire, se gli ebrei avessero, per caso, perso la testa; minacciando, tra l’altro, di occupare la Giudea, con il prelievo forzoso delle tasse, se non avessero ottemperato il pagamento.

La catastrofe venne evitata grazie alla genialità di Giuseppe, nipote di Onias, che andò a scusarsi con Tolomeo e un suo ambasciatore, chiedendo di capire il sacerdote, che (poverino) non aveva molta familiarità con queste cose. Giuseppe, alla fine riesce a convincere Tolomeo ed ottiene il controllo della redditizia pressione fiscale in Siria e in Palestina, ripromettendosi di pagare le tasse della Giudea, con i profitti degli altri Paesi.

In questo modo, insomma, facendo la cresta sulle tasse pagate dagli altri, avrebbe potuto risparmiare la pressione fiscale al proprio popolo. Sfortunatamente per lui, le raccolta doveva essere accompagnata da una serie di garanzie fideiussorie.

Quando l’offerta fiscale per Siria e Palestina venne bloccata a ottomila talenti (pari a 232 tonnellate di argento) Giuseppe si fece avanti con Tolomeo, dicendo che i raccoglitori delle tasse erano in combutta e che i contribuenti avrebbero dovuto versare almeno il doppio. Così Tolomeo mette a disposizione di Giuseppe un esercito di duemila dei migliori soldati che partono alla volta della Siria per la riscossione.

Giunto nella prima città, la popolazione, però, si rifiuta di pagare e Giuseppe, forte dell’esercito a disposizione, sequestra tutti gli averi ai venti più ricchi. Il tutto per la gioia di Tolomeo. Nel momento in cui raggiunge le altre città siriane – quest’ultime consce della razzia avvenuta, poco prima – aprono le porte a Giuseppe e versano i loro contributi. Così avviene in Siria, ma anche in Samaria e in Fenicia. Per la prima volta in oltre cinque secoli, il popolo ebraico prospera.

Giuseppe porta gli ebrei fuori da uno stato di povertà, raccogliendo attorno a sé grandi ricchezze grazie a questo tipo di raccolta delle tasse. La storia Chanukkah inizia a profilarsi una generazione più tardi. La Giudea ricade nelle mani dei greci e di Antioco e tra gli ebrei inizia un periodo di guerre intestine sul controllo del vasto capitale in oro nascosto nelle sacre stanze del Tempio, provento dell’esazione fiscale di Giuseppe. Una delle fazioni rivali tenta di imbonirsi i greci, introducendo la loro cultura a Gerusalemme ed ecco apparire i primi idoli pagani e poi il primo gymnasium, dove si allenavano uomini e donne. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è il “blitz” (come diremo oggi) di Antioco, nel Tempio, per sequestrare l’oro.

A quel punto, per i litigiosi ebrei ciò fu davvero troppo. Ne seguì una “guerra santa” e sotto la direzione dei Maccabei i greci vennero espulsi dal regno di Giudea. Per celebrare questa vittoria, i Maccabei si impegnarono a ripulire il Tempio dagli idoli pagani dei greci e accesero il candelabro a nove braccia (Chanukkiah). Tuttavia, l’olio rimasto era sufficiente per un solo giorno. Fu allora, che avvenne il miracolo, narrato nel Talmud. L’eterna fiamma continuò a bruciare per otto giorni, fintanto non arrivarono le nuove scorte di olio. Da allora, gli ebrei usano commemorare la vittoria sui greci e l’inaugurazione del nuovo altare del Tempio di Gerusalemme accendendo, una al giorno, le luci del candelabro a otto braccia (più uno servitore). La cacciata dei greci da Gerusalemme si concluse con la firma di un trattato di pace. In una lettera a Jonathan Maccabeo il re greco offre la remissione delle tasse.

Previous articleLa Parashà della settimana “Vayèshev” a cura di rav Shlomo Bekhor
Next articleLa parola e la mitzvah del giorno/ 21 del mese di Kislev dell’anno 5778
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here