Home Ebraismo I cinque “mondi” della Kabbalah e i relativi livelli di manifestazione

I cinque “mondi” della Kabbalah e i relativi livelli di manifestazione

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Recentemente abbiamo analizzato le cinque anime della Kabbalah (CLICCA QUI): Nefesh, Ruach, Neshàmah, Chayah e Yechidah. Ciascuna, come ricorderete era collegata a un determinato mondo.

Oggi appunto vogliamo gli עולמות (‘Olamot) ovvero i mondi, i quali non sono nient’altro che livelli d’esistenza superni. i cinque mondi dall’atto iniziale della creazione, il cosiddetto Tzimtzum, definito da Gabriella Samuel come il processo di contrazione, condensazione e occultamento. Essendo D*o il tutto, per creare gli altri mondi ha dovuto contrarsi.

Il quinto mondo, l’Adam Qadmon è il più elevato, che a stento si distingue dall’En Sof (אין סוף) che significa senza fine, infinito. I mondi che seguono hanno gradazioni crescenti di complessità e densità, fino ad arrivare ad ‘Asiyah – il mondo fisico – che è il più denso e dà origine a forme fisiche e materiali. Yetzirah è il mondo degli angeli, i mala’akhim.

Poi, c’è Beriy’ah che è il mondo del Trono della gloria e delle forze. Atzyilut, invece, è il mondo degli influssi di D*o, che si manifestano sotto forma di partzufim e Sefirot

riepilogo:

‘Adam Qadmon: è la vibrazione più elevata, impossibile da descrivere, molto prossima all’ein sof

‘Atzyilut: è il mondo in cui hanno origine le idee e gli impulsi creativi

Beriy’ah: è il mondo in cui le idee assumono forma specifica. Sempre qui avviene la creazione delle anime (Neshamot)

Yetzirah: qui avviene la creazione degli angeli, siamo vicini al mondo fisico, ma è ancora immateriale. Hanno origine coscienza e inconscio collettivo. Qui si radunano gli ingredienti energetici necesari per concretizzare le idee.

‘Asiyah: tutte le creature che hanno un’esistenza fisica dimorano qui, è il mondo in cui dimoriamo.

Gli Olamot possono essere presenti nello steso tempo e nello stesso spazio, anche se le nostre percezioni sensoriali ci permettono di percepire soltanto quello dalla vibrazione più densa ovvero Asiyah.

Perchè i mondi possano esistere è necessario il processo di condensazione, contrazione e occultamento dell’infinita luce di D*o. Processo che viene chiamato Tzimtzum. Tutti i mondi esistono nello stesso tempo e nello stesso spazio che sperimentiamo, ma quelli che vibrano a una frequenza maggiore non possiamo percepirli con i nostri sensi. Quindi, è la vibrazione il concetto chiave da tenere ben presente.

Per capire come tutti i mondi esistano simultaneamente, interessante è il paragone che illustra la Gabriella Samuel. Immaginiamo una boccia per i pesci. Fuori sono disposti: un bicchiere di acqua trasparente e tre colorati di giallo, verde e azzurro.

Noi siamo i pesci e le acque di diversi colori sono gli Olamot. A distinguere ciascun bicchiere è la vibrazione dei raggi luminosi. Si parte dal giallo, che è la più lenta; per proseguire (in un crescendo di velocità) con la verde, l’azzurra e quella trasparente. A cominciare da quest’ultima, versiamo dentro la boccia tutti i bicchieri di acqua. A questo punto non riusciremo più a distinguere i colori/mondi che ci circondano.

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