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“Secessionisti” dell’Islam, oggi sono al servizio di Israele: ecco la “setta” esoterica dei Drusi

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In Israele vive una comunità minuscola, misteriosa, ma molto attiva e affascinante. Parliamo dei Drusi, gruppo etnoreligioso di fede monoteista di derivazione musulmana sciita, che nacque nell’XI secolo, quando si staccò dall’Islam. Seguaci di un culto esoterico la loro religione mescola elementi dell’Islam, dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’induismo.

Perseguitati, perchè considerati eretici, sono stati al centro di una diaspora che li ha rilegati ai quattro angoli del Medio Oriente.

Ma chi sono i Drusi?

Gli appartenenti a questa “setta” partirono dall’Egitto alla volta del Libano e una generazione circa più tardi si spostarono sul pendio occidentale del Monte Hermon, espandendosi verso ovest sulle montagne di Shouf (distretto dell’odierno Libano); a sud verso la Galilea e il Monte Carmelo e a est nell’odierna Siria.

La religione drusa crede nella reincarnazione e la maggior parte delle sue pratiche e della sua dottrina restano segrete. Convertirsi alla religione drusa, tra l’altro è impossibile; mentre i matrimoni interreligiosi sono addirittura vietati, per preservare la sopravvivenza di questa  comunità.

I drusi vivono in villaggi di montagna strettamente legati alla propria zona e non hanno ambizioni separatiste. Di base sono fedeli allo Stato in cui risiedono, per il quale prestano anche servizio militare. Tanto che proprio per questo motivo – ci riferiamo soprattutto al conflitto arabo-israeliano – spesso si sono trovati a servire eserciti in conflitto tra loro.

In Israele si contano circa settantamila drusi, compresi quelli che abitano sulle alture del Golan; circa seicentomila i drusi della Siria e trecentomila quelli del Libano. Ci sono poi piccole comunità anche negli Stati Uniti, in Canada, Australia e America Latina.

A partire dalla seconda metà degli anni ’20 del secolo scorso, i drusi iniziano a cooperare con l’Yishuv (l’insediamento ebraico in terra di Israele). Tra l’altro, molti furono i drusi a servire l’organizzazione militare ebraica “Haganah“, prima della formazione dello Stato di Israele; così come coloro che servirono l’esercito israeliano, durante la Guerra di Indipendenza. Tanti, inoltre, sono coloro che dal 1955 prestano regolare servizio nell’Idf (l’esercito israeliano) con possibilità di carriera al pari delle reclute ebree.

Ammontano, poi, a qualche centinaia i soldati drusi uccisi sul campo. Alcune controversie insorsero nel 1981, quando il governo israeliano decise di applicare la propria legge nella regione del Golan. I siriani esercitarono pressioni sulle autorità druse, affinchè assumessero una posizione contraria.

Ma i drusi israeliani si opposero, favorendo l’annessione di altri quindicimila drusi in Israele. La loro è la popolazione meno abbiente in Israele, così come è basso il numero di drusi che ha ricevuto una formazione universitaria.

I drusi hanno, comunque, una rappresentanza alla Knesset (il Parlamento israeliano). La loro dottrina religiosa parte dal principio che la divinità, a varie riprese, si manifesta in forma umana.

E qui può essere interessante citare quanto riportato nell’Enciclopedia Treccani: “L’ultima manifestazione ha avuto luogo in al-Ḥākim. Da essa… provengono l’Intelligenza universale (‘aql), l’Anima (nafs), il Verbo (kalimah), il Precedente (sābiq), il Seguente (tālī), che costituiscono i “Cinque ministri”, incarnatisi in vari personaggi della storia biblica e islamica, e finalmente in Ḥamzah e nei suoi quattro discepoli. In questa gerarchia gnostica, Maometto occupa soltanto il posto di quarto ministro”.

“Perciò la setta, benché usi spesso la terminologia islamica e citi il Corano (interpretato però allegoricamente), è e si sente estranea all’islamismo, che essa condanna col nome di tanzīl “rivelazione (letterale) del Corano“, come condanna i sistemi sciiti da cui essa ha preso lo spunto, col nome di ta’wīl “interpretazione (allegorica) del Corano”. Altra dottrina che divide nettamente i Drusi dai musulmani è quella della metempsicosi: il numero delle anime umane è fisso e non può aumentare né diminuire, ed esse trasmigrano in vari corpi in esistenze successive”.

Foto tratta da The Speaker

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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