Tredici parole Yiddish entrate nello slang americano

Tredici parole Yiddish entrate nello slang americano

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Cari lettori, oggi voglio iniziare a trattare un argomento a me molto caro: la cultura e la lingua Yiddish. Parliamo di una minoranza, ormai, che sopravvive soprattutto negli Stati Uniti, retaggio di un glorioso passato, che purtroppo è stato segnato: prima dai pogrom, poi dalla Shoah.

Molti ebrei ashkenaziti, infatti, riuscirono a mettersi in salvo e a trovare rifugio oltreoceano, dove sono riusciti in alcuni casi a ricreare (o per lo meno ci hanno provato) l’atmosfera degli shtetl.

A New York, ad esempio, vivono diverse comunità ortodosse e ultradosse: specie nei quartieri di Williamsburg e Brooklyn (per maggiori approfondimenti vi invito a leggere i miei articoli CLICCA QUI dedicati agli ebrei a New York).

Non meravigliamoci, dunque, se molti termini yiddish (lingua che è ancora parlata negli Stati Uniti) sono entrati nello slang americano. Di fronte a un consiglio non richiesto, non sarebbe poi così strano sentirsi rispondere: “Don’t kibitz me”.

Di seguito vi ho elencato tredici dei termini più in voga, la cui definizione è tratta dall’Oxford Dictionary, il dizionario delle lingue americane.

Sì, proprio delle lingue, perchè l’americano cambia a seconda che vi trovare in Australia, piuttosto che in Sudafrica, California o New York. In breve, vi darò anche il significato in italiano.

To Daven: “Recite the prescribed liturgical prayers” (from yiddish, Davnen)

Recitare le preghiere prescritte dalla liturgia

Chutzpa: “Shameless, audacity, cheek” (origine: XIX secolo: yiddish, חצפה khutspe ; dall’aramaico, huspà)

sfacciato, spudorato o faccia tosta

Dreck: rubbish, trash, worthless (origine XX secolo) dall’Yiddish “drek דרעק”,

Spazzatura, senza valore

Kibitz (yiddish: kibetsn ק’בעצן) offer unwanted advice, especially at a card game. Origin 1920s.

Offrire consigli non richiesti, specie nel gioco delle carte

Klutz (yiddish: klots קלאץ, wooden block): a clumsy, awkward or foolish person. Origin 1960s

Sciocco, goffo o impicciato

Maven (yiddish: meyvin). An expert or connoisseur. Origin 1960s

Esperto o conoscitore, particolarmente in un campo o un settore

Mensch (yiddish: mentsh, מענטש) person of integrity and honour. Origin 1930s, from German.

Persona di grande integrità od onore

Nebbish (yiddish: nebekh, נעבעך) a person, especially a man, who is regarded as pitfully ineffectual, timid or submissive.

Passivo, arrendevole, timido, considerato miserabilmente inefficace

Nudnik (yiddish: nudnik, נודניק) a pestering, nagging or irritating person. A bore. Origine XX secolo. Dal russo nudnyi

persona che scoccia o che irrita. Insomma, rompiscatole

Schnorrer (yiddish: shnorer, שנארער) a beggar or scrounger; a layabout. Origin late XIX century

Barbone, ma anche lavativo ozioso o parassita

Shemozzle (yiddish, slang): a state of caos and confusion; a muddle. Origine XIX secolo. Termine di derivazione ebraica, da She-Lo-Mazzal (of no luck). Il termine viene utilizzato spesso anche in Irlanda, per descrivere uno stato di confusione nello sport denominato “hurling”

Uno stato di grande confusione, ma anche pasticcio e bordello

Yarmulke: skullcap worn in public by Orthodox Jewish men or during prayer by other jewish men. Origine XX secolo dal termine yiddish Yarmolke יארמלקע

La più comune kippah indossata in pubblico dagli ebrei ortodossi o durante la preghiera da tutti gli altri ebrei.

Zaftig: aggettivo (of a woman) having a full, rounded figure; plump. Origin 1930s. Termine yiddish dal tedesco “saftig” o “juyci”

Specie riferito a una donna: paffutella, rotondetta

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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