Una piccola introduzione alla vera Kabbalah ebraica, per evitare di cascare nell’inganno

Una piccola introduzione alla vera Kabbalah ebraica, per evitare di cascare nell’inganno

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Buongiorno a tutti, cari amici e lettori. oggi vi voglio presentare un approfondimento sul vero significato della Kabbalah ebraica. Nel corso degli anni, infatti, c’è stata troppa confusione sul significato di questa dottrina.

In Occidente troppo spesso si è associato questo termine a correnti di pensiero tra le più diverse, per non dire strampalate e assurde. Nella migliore delle ipotesi, il significato è stato associato a quello di “occultismo”.

Una mescolanza di principi, adattati e riadattati, che ha stravolto il vero significato della Kabbalah. Chi, secondo me, ha cercato di mettere un po’ d’ordine è Gabriella Samuel nel suo “Kabbalah”, un testo che trovo molto interessante e sul quale vorrei tornare, illustrando i vari principi.

Il misticismo ebraico è una dottrina che parla direttamente all’anima, anche se il suo vero significato è stato più volte travisato. E spesso la Kabbalah è stata oggetto di sfruttamento da parte di persone che provengono dalle esperienze più svariate. La Kabbalah ha influenzato moltissimo le altre tradizioni, come l’alchimia medievale, per fare un esempio.

Senza contare la “Kabbalah cristiana”, sorta all’inizio del XV secolo, quando il pensiero kabbalistico divenne patrimonio della dottrina occidentale e questa commistione diede adito a parecchia confusione con gruppi culturali che utilizzarono i simboli della Kabbalah adattandoli, di volta in volta, ai vari contesti e cambiando il significato originario.

Ecco così diventare sempre più labile il confine tra Kabbalah ebraica ed occultismo occidentale. Elementi in contrasto con l’insegnamento kabbalistico, ad esempio, sono il tatuaggio di uno dei nomi sacri di D*o. Azione quest’ultima che viola diverse mitzvòt a partire da quelle sulla sacralità del corpo, per proseguire con le proibizioni volte a proteggere e onorare i nomi sacri di D*o.

Per comprendere la Kabbalah bisogna prima conoscere almeno i rudimenti della spiritualità del giudaismo, quest’ultima composta da tre elementi principali: Torah (studio della Torah), ‘avodah (culto e servizio religioso) e Ghemilut Chassidim (azioni caritatevoli). Obiettivo dell’individuo, attraverso la Kabbalah, è raggiungere un rapporto sempre più intimo con D*o, per accelerare il Tiqqun ‘Olam (la correzione spirituale del mondo, contribuendo così a fondare un ambiente propizio per l’avvento dei Mashiach (il Messia). La vera Kabbalah, giusto per distinguerla dalle altre dottrine, non può mai essere distinta, dalla Torah sia questa scritta od orale e da un rapporto sempre più stretto con D*o.

Attraverso lo studio della Torah, il rispetto delle mitzvòt (precetti) e una piena partecipazione alla vita, all’uomo viene data l’opportunità di scoprire le Nitzotzot (le scintille divine) nascoste nella vita che possono essere elevate allo stato originario di santità.

Si parla così di vivere secondo la Derek Ha-Shem (la via di D*o), coltivando la presenza divina, in modo da raggiungere la redenzione e la perfezione dell’unità con D*o. La vita di tutti i giorni è una continua scelta tra sacro e profano. Il centro immobile e tranquillo dell’anima umana è dotata di forza e saggezza necessarie alle nostre decisioni.

Per quanto riguarda la parola anima, in ebraico Ruach, sebbene nelle Sacre Scritture si usi solo questo termine per indicare anima, la dottrina ebraica conosce cinque tipi diversi di anima, ognuna delle quali è legata ai diversi livelli di sviluppo. In questo caso, Ruach è il livello di cui si parla nella Genesi, quando D*o dà all’essere umano “l’alito della vita”. La Ruach è la presenza divina interiore.

Un altro fraintendimento è quello di chi paragona la Kabbalah a un sistema divinatorio, come l’I-Ching. La Kabbalah è un ambito che comprende un’ampia raccolta di pratiche, filosofie, canzoni, scritti e via dicendo. Prima dell’ebraismo chassidico, nato nel XVI secolo, era prassi consolidata ritenere che solo i rabbini sopra i quarant’anni potessero studiare la Kabbalah, oggi non è più così.

In questo particolare periodo storico si assisterebbe a un grande risveglio che spingerebbe i giusti a desiderare una sempre maggiore elevazione spirituale. Quindi, non esisterebbe più alcun pericolo nell’insegnamento della Kabbalah. Il rischio, infatti, è sempre stato quello di diffondere conoscenze in mano a persone malvagie, spinte da desideri egoistici e non spirituali.

Per ottenere la pienezza spirituale con la Kabbalah, non basta leggere libri, ma c’è bisogno di una continua integrazione pratica, attraverso un lungo sentiero che non si limita ad afferrare l’ispirazione del momento e che si ottiene solo passo dopo passo.

La Kabbalah, inoltre, non è una struttura, un metodo o una pratica, una filosofia o una raccolta di tecniche di meditazione.

Secondo l’autrice, invece è:

  • Studio della Torah
  • Meditazioni e stati alterati di coscienza; preghiera e contemplazione
  • Filosofia e musar (moralità ed etica); interpretazione dei sogni; canto e danza
  • Sviluppo della relazione individuale con D*o
  • Reincarnazione
  • Salmodie
  • Indagine sulla natura dell’anima umana e sulle strutture sacre alla base della vita
  • Angeologia e demonologia
  • Gematriah (analisi numerica delle lettere/parola ebraiche, per svelarne i significati nascosti)
  • Aderenza ai fondamenti spirituali, morali ed etici dell’ebraismo.

Di seguito vi elenco, secondo quanto sostenuto dall’autrice, gli obiettivi di chi segue la Kabbalah attraverso i propri pensieri, le preghiere, le parole e le azioni.

  • Soggiogare l’anima naturale, la Nefesh, alla volontà dell’anima divina, che è la Neshàmah
  • Raggiungere il Bittul ha-jesh, l’altruismo
  • Mirare al Tiqqun ha-Nefesh (rettifica spirituale e riparazione dell’anima)
  • Accelerare il Tiqqun ‘Olam (rettifica spirituale e riparazione del mondo
  • Scegliere consapevolmente pensieri, parole e azioni, che accelerino la redenzione spirituale del mondo con l’avvento profetizzato del Mashiac (Messia).

Grazie per avermi seguito in questa prima parte e vi rimando, per chi fosse interessato alla sezione “Kabbalah”, agli scritti sulla meditazione ebraica: clicca (QUI) per la prima puntata e (QUI) per la seconda

Nella foto: tetragramma nella Bibbia Sefardita

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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