Perchè diffondere l’ebraismo, se questa è una “religione” che non fa proseliti?...

Perchè diffondere l’ebraismo, se questa è una “religione” che non fa proseliti? Leggete e capirete…

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Molti si chiederanno, che necessità c’è di diffondere qualcosa come l’ebraismo (scusate, il “qualcosa”, ma per me l’ebraismo va al di là della semplice religione e non saprei definirlo con un’altra parola), quando sappiamo tutti che l’ebraismo non fa proseliti? La risposta è in una sola parola: “assimilazione“.

A causa delle migliaia di persecuzioni a cui andarono incontro gli ebrei, nel corso dei secoli, molti furono costretti a convertirsi, altri si convertirono per quieto vivere; altri ancora si dimenticarono semplicemente di essere ebrei, in quanto abbandonarono le proprie comunità originarie per scappare dalle persecuzioni.

Gli shtetl, ad esempio, servivano apposta per mantenere saldi i legami tra i singoli ebrei, evitando di perdere le tradizioni. Ed è proprio negli shtetl, che nasce il proto sionismo. Cosa succede, allora, se un ebreo si converte ad un’altra religione? Che le future generazioni verranno assimilate a un nuovo contesto sociale e, presto o tardi, si dimenticheranno la loro origine. Hai voglia, poi, a ritrovarle.

A un certo punto, ad esempio potrebbe capitare che dentro di te, si risvegli qualcosa, che ti porta indietro di una, due o anche dieci generazioni.

Così, con tanta pazienza, si riprende in mano il “Filo di Arianna”, pronti per immergersi nel passato. Ecco spiegata, in poche righe, la “mission” del mio sito: risvegliare l’ebreo che si nasconde in molte persone che hanno dimenticato le proprie origini e che avvicinandosi a queste tematiche, poco per volta, potrebbero portare a coscienza un passato andato perduto.

Tra tutti quelli che leggeranno i miei approfondimenti, dunque, ci sarà sicuramente chi già conosce l’argomento (sicuramente anche meglio di me); ci sarà, poi, quello interessato a livello culturale; ma ci sarà anche chi inizierà ad avvicinarsi a un mondo a lui non del tutto sconosciuto e, poco per volta, a far emergere qualcosa di importante.

Fatta questa dovuta premessa. Analizziamo un po’ meglio l’argomento. Sul proselitismo, come affermato anche da Nedelia Tedeschi, nel suo “A domanda rispondo“, sappiamo che questa pratica si è portata avanti fino al II secolo e.v., ovvero fin quando l’imperatore Adriano proibì la circoncisione.

Oggi il proselitismo non esiste più, in segno di rispetto per le altre religioni. Per quanto riguarda l’assimilazione, c’è una parola che la fa da padrona: אנוס (anus), plurale אנוסים (anusim). Un termine quest’ultimo, che viene tradotto con “costretto”, “violentato” e “marrano”. Le tre parole sono tutte legate tra loro, ma consideriamo l’ultima.

Cos’è un marrano o, meglio, chi sono i marrani? Il dizionario “Ebraismo” di Dan Cohn-Sherbok ci torna di nuova utile. I marrani sono i “costretti”, detti anche “nuovi cristiani”. In Spagna e in Portogallo il termine designava chi era stato costretto al battesimo e magari manteneva in segreto la fedeltà alla propria fede originaria.

Problema che si presentò in Spagna, dopo i massacri del 1391. Nel 1478, in Spagna, venne istituita l’inquisizione, soprattutto allo scopo di smascherare i nuovi cristiani sospettati di “giudaizzare”.

Nel 1497, le conversioni forzate si moltiplicarono anche in Portogallo. E nel 1540, ci fu una nuova inquisizione. Molti degli ebrei di allora fuggirono in Paesi più tolleranti – come Italia, Nordafrica, Turchia e Nord America – dove poterono tornare apertamente all’ebraismo.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

5 COMMENTS

  1. Forse è il caso di precisare l’ovvio! L’ebraismo NON è una religione ma un’appartenenza popolare, quella al Popolo Ebraico. Vale a dire che gli ebrei, come popolo, hanno una religione ma non sono una religione. Visto che un’appartenenza popolare non è “prosetelizzabile”, mi si lasci passare il termine, questo è il motivo alla base dell’assenza del proselitismo fra gli ebrei i quali, anzi, contrastano e dissuadono tutti coloro che intendono abbracciare l’ebraismo chiedendo loro intensi studi e soprattutto la ferma e provata volontà di condividere le sorti del popolo ebraico. Un ebreo, anche se totalmente avulso dalle pratiche religiose, resta parte del popolo ebraico del quale inscindibilmente è parte. Con il “ghiur”, si entra formalmente nella comunità ebraica con pieno titolo e questa “conversione” implica una quantità di atti religiosi, studi e osservanza, inclusa una specifica espressione di associazione e appartenenza al popolo ebraico e di condivisione dei suoi destini.

    • Buongiorno, d’accordissimo con lei. E infatti, religione l’ho scritto tra gli apici, le classiche virgolette, giusto per far capire e per motivi di spazio, ma chi ha avuto l’accortezza di leggere il servizio… Nel testo si capisce che l’ebraismo non è una religione: non solo, ma anche quella. Ci sono ebrei laici, religiosi, ultra-religiosi; di destra e di sinistra; gay ed etero sessuali etc…etc… Il servizio non vuole puntare l’attenzione sugli ebrei, piuttosto che i “gher”, ma sugli anusim e su, purtroppo, la progressiva assimilazione a cui va incontro il popolo ebraico. Il vero problema è l’assimilazione

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