Un viaggio nella New York “ultraortodossa”

Un viaggio nella New York “ultraortodossa”

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Torniamo in questo viaggio degli ebrei a New York, giunto alla sua terza puntata (Leggi QUI la prima, e QUI la seconda) . Questa volta lasciamo il mondo dei cibi kosher, per addentrarci nella New York ultraortodossa

Il primo vero insediamento a Brooklyn ha inizio solo nel 1830 a Fulton Street, nel quartiere di Williamsburgh. Gli insediamenti ebraici crescono anche lungo la Bushwich avenue. Dal 1883, c’è la trasformazione in una vera e propria città ebraica, con il completamento del ponte di Brooklyn e gli ebrei che sono stanchi di vivere nello stretto e ormai vecchio shtetl del Lower East Side. Molti si spostano a Crown Heights.

Nel 1920 viene realizzato il Brooklyn Jewish Center, sul modello del primo fatto costruire sulla 86ma strada, nell’Upper West Side. Sorgono scuola, sinagoga, spazi per attività sociali e vi dicendo. Il centro risponde all’esigenza di preservare la yiddishkeit.

I gruppi di chassidim (che poi sono gli ebrei ultraortodossi) sono così divisi: Satmar a Williamsburgh, Lubavitch a Crown Heights, Bobov a Borough Park, Vishnitz fra Bnei Brak e Monsey. Le congregazioni prendono nome dalle zone della Europa Centro Orientale da dove provenivano. E’ a fine ‘700 che rav Israel Baal Shem, poi divenuto Baal Shem Tov, inizia a predicare fratellanza e spiritualità. Darà vita ai chassidim, ma questi vengono osteggiati dal rebbe Eliyahu di Vilna, che li considera deviazione mistica.

I Satmar prendono nome dalla città ungherese di Satu Maru, con leader iniziale della comunità, nel 1929, il rebbe Joel Teitelbaum. Nella sinagoga di Rodney street, a Williamsburg, il rebbe, denominato Kruly, dà vita alla comunità Yetev Lev, che è antisionista. Oggi il loro centro è il reticolo di strade a cavallo della Bedford avenue. Sono molti, infatti, gli ebrei ultraortodossi contrari allo stato di Israele.

I Lubavitch. Noti anche come chabad: acronimo di “Chochmah, Binah, veDaath”, quindi sapienza conoscenza e fede, non vivono in comunità chiuse, non parlano solo yiddish, ma anche inglese e il sabato non vestono il tradizionale shtreimel, il cappello di pelliccia. Il quartiere generale è al 770 di Eastern Parkway. I suoi studenti vengono inviati come shluhim in giro per il mondo ad aprire sinagoghe e creare comunità.

I chassidim Belz nascono nel XIX secolo e prendono il nome da una città della Galizia. Fondatore è il rebbe Dov. Stavano tutto il giorno in sinagoga a pregare, per questo venivano chiamati anche yoshvim (seduti).

Gli chassidm di Vishnitz, che prendono il nome dalla città ungherese, dove nacque la loro comunità, vivono in uno shtetl a Monsey nel nord di Manhattan.

Nel 1954, fuori NYC si forma la comunità chassidm del Skverer Rebbe, Yaakov Yosef Twersky, che forma uno shtetl nella zona di New Square. A Borough Park ci sono i Bobov, il cui nome ricorda il villaggio polacco di Bobowa. Oggi possiedono la più grande sinagoga chassidica – Kol Shaarei Zion – a Borough Park sulla 48ma strada conosciuta come la Bobover promenade.

Un possibile percorso.

A Brooklyn, inizia sulla 15ma avenue, angolo con la 48ma strada, dove c’è il Tempio Beth El. Sulla 14ma avenue, incrocio con la 45ma strada, sorge invece la Sfardishe Shul che segue il ritmo sefardita.

Templi riformisti sono a Park Slope con la congregazione Baith Israel, poi c’è l’Union Temple, a Prospect Heights, costruito sul modello del secondo tempio di Gerusalemme. A Bensonhurst, nel sud di Brooklyn, le sinagoghe askhkenazite lasciano il posto alle sefardite e i pastrami lasciano il posto alle kube.

Angolo di locali sefarditi, fra la terza e quarta strada, sulla Kings Highway; c’è, quindi, la comunità siriano libanese al 2030 di Ocean Parkway. Gli ebrei di Brighton Beach, invece, si distinguono più per usi e costumi russi che ebrei.

Nel Lower East Side viene fondato il primo shtetl ebraico, che ai primi del ‘900 si estenderà fino alla seconda avenue e comprende le strade di Grand, Orchad, Hester, Delancey e Rivington. Ciascuna etnia occupa una zona diversa, ma punto comune a tutti è la Rutgers Squadre, battezzata anche Straus Square, in omaggio al filantropo Nathan Straus. All’angolo tra Essex Street e East Broadway c’è la Garden Cafeteria luogo di incontro di intellettuali, artisti e attori.

(Fine terza parte)

Tratto dal libro “Gli ebrei di New York), di Maurizio Molinari

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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