“Con lo sguardo alla Luna” un viaggio alle origini dell’ebraismo

“Con lo sguardo alla Luna” un viaggio alle origini dell’ebraismo

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Un libro che ho apprezzato molto è “Con lo sguardo alla Luna“, di rav Roberto Della Rocca, autore che ha saputo sviscerare le radici dell’ebraismo. Per questo motivo ho voluto raccontarvelo, un po’ per volta, in modo che anche voi possiate entrare nel vivo della dottrina ebraica.

L’intera esistenza ebraica, bisogna capire, che è scandita dal tempo. A partire dai tre momenti di preghiera della giornata: Shacrìt del mattino, Minchà del pomeriggio e Arvìt della sera. I giorni della settimana ascendono verso il sabato, tanto che non hanno un nome, ma un numero e vengono denominati yemè chol ovvero “giorni di sabbia”, appunto come se fossero incisi nella sabbia. La capacità di vivere il tempo in modo consapevole è alla base della vita ebraica, basata sul ciclo lunare.

Da ciò emerge che in un ciclo di diciannove anni: abbiamo dodici anni di dodici mesi, e sette anni di tredici mesi.

I due mesi più importanti sono Tishrì, circa a metà settembre, quando nacque la vita umana e Nissan, all’inizio della primavera, quando avvenne l’uscita dall’Egitto. Sia la Torà che i libri profetici parlano del carattere festivo del primo giorno del mese, che coincide con il novilunio.

I lavori vietati durante lo Shabbat sono elencati dalla legge orale in trentanove categorie principali e abbracciano tutte le attività umane. La memoria ebraica è caratterizzata dall’imperativo zakhor ovvero ricorda. Martin Buber afferma che è il ricordo che ha permesso di sopravvivere come ebrei. 

Il verbo zakhar, nella Bibbia, compare per 222 volte ed è sempre riferito a Israele o l’Eterno. Il patrimonio viene trasmesso da una generazione all’altra e questo rinnovamento è ben espresso dalla parola kadima che significa andare avanti.

La memoria custodita di generazione in generazione è il migliore antidoto contro la morte. La storia ebraica si svolge al presente, opponendosi in un certo senso alla mitologia: Giove è un simbolo, ma Isaia una voce. La data 9 del mese di Av, Tishà Beav, segna la fine dell’antico Stato Ebraico e l’inizio dell’esilio. Due furono le distruzioni del Tempio. La prima a opera del generale Nevuzardan, agli ordini di Nabucodonosor il babilonese, avvenuta il 7 di Av del 586 aev e la seconda a opera di Tito, il 10 del mese di Av del 70 ev.

Ma secondo la tradizione si dice che le due sventure siano avvenute entrambe il 9 di Av, data in cui si sarebbero verificate anche altre tragedie, come l’espulsione degli ebrei dalla Spagna. La data è divenuta simbolo di ogni disgrazia collettiva, anche se la Mishnà dice che cinque furono le disgrazie che colpirono i nostri padri nel diciassettesimo giorno di Tammuz e altrettante il 9 di Av.

Sembra che i maestri abbiano convenuto di concentrare in questa data gli eventi più infausti della storia ebraica, tra cui anche la fallita missione degli esploratori. Il Churban, così come viene definita la distruzione del primo e del secondo Tempio avrebbe lasciato il posto a un tempio spirituale che si è sostituito a quello di pietra.

Sarà Esdra a costruire il secondo Tempio e a introdurre, oltre ai sacrifici, la lettura settimanale e lo studio della Torah, dando così inizio all’arte del Midrash. Da bet hamiqdash, il santuario, si passa a bet hamidrash, casa di studio. Col midrash nasce la tradizione orale, cosiddetta shebèal pe (che è sulla bocca) con l’obiettivo di trasformare il ricordo in memoria viva da trasmette alle generazioni future.

(fine prima parte)

Di seguito l’immagine del dipinto di Francesco Hayez, dal titolo: “La distruzione del Tempio di Gerusalemme”, esposto alla galleria internazionale di Venezia

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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