Ben Yehuda, ecco chi è il padre dell’ebraico moderno

Ben Yehuda, ecco chi è il padre dell’ebraico moderno

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Iniziamo questa sezione dedicata alla lingua ebraica, con qualche cenno alla nascita dell’ebraico moderno, per poi passare all’alfabeto ovvero l’alef-beit (notate una somiglianza?), certo perchè la parola “alfabeto” deriva proprio dall’omologo termine ebraico “alef-beit” che a sua volta deriva dalle prime due lettere dell’alfabeto.

Ma perchè oggi si parla ancora ebraico, malgrado fino al 1800 questa lingua venisse data quasi per estinta? Per merito di chi, oggi esiste l’ebraico moderno? Dobbiamo ringraziare Eliezer Ben-Yehuda (1858-1922) e quello che vi proponiamo di seguito è il sunto di un articolo, a firma di Jack Fellman, che ben illustra la sua figura

Eliezer Ben-yehuda, nacque il 7 gennaio del 1858 (come Eliezer Yitzhak Perelman) in un villaggio della Lituania: Luzhky. Nell’ambito del suo percorso religioso, iniziò da molto giovane a studiare ebraico e si iscrisse a una accademia talmudica (yeshiva), studiando per diventare rabbino. Alla fine, tuttavia, come molti giovani dell’est, lasciò la scuola per iscriversi a un ginnasio in Russia e completo gli studi nel 1877.

Nello stesso anno, la Russia proclama guerra all’impero turco ottomano, in aiuto ai propri compatrioti bulgari, affinchè possano riconquistare l’indipendenza. Così come avvenne per altre nazioni europee dell’epoca, Ben Yehuda pensò che se la Bulgaria, che non aveva un passato “classico” poteva chiedere un proprio Stato, così anche gli ebrei, il Popolo del Libro, meritavano lo stesso.

Nel 19/mo secolo l’ebraico restava una lingua scritta, non parlata, ma per Ben Yehuda si trattava di un ostacolo non insormontabile. Deciso a recarsi in Palestina, nel 1878 lascia la Russia per studiare medicina a Parigi, ma a causa delle sue condizioni di salute, soffriva di tubercolosi, dovette interrompere gli studi e nel 1881 si trasferì in Palestina, deciso a portare avanti il suo piano di rinascita dell’ebraico.

Ben Yehuda credeva molto nella rinascita del popolo ebraico e nel suo diritto ad avere una terra e una lingua. Egli scrisse numerosi articoli precursori del moderno Sionismo e si stabilì a Gerusalemme. Tre gli slogan che riassumono il suo piano di azione: “Ebraico a casa”, “Ebraico a scuola” e “Parole, parole, parole”. Ben Yehuda decise così di parlare ebraico con ciascun ebreo che incontrava.

Quando nacque il suo primo figlio (Ittamar Ben Avi), nel 1882, chiese alla sua prima moglie, Deborah, di promettergli che lo avrebbe cresciuto come il primo bambino del tutto ebreo della storia. Ben Yehuda voleva che tutti gli ebrei della Palestina parlassero ebraico. Si racconta che quando qualcuno che non parlava ebraico entrasse in casa, Ben Yehuda, mandasse il figlio a letto, per non sentire parlare le lingue straniere. Si racconta pure di quando la moglie di Ben Yehuda iniziò a cantare un motivetto in russo e il marito, tornando a casa, sentendola cantare in russo, iniziò a gridare.

Ben Yehuda pregò insegnanti e rabbini di parlare ebraico con i loro discepoli. Sapeva che se avessero iniziato a parlare ebraico da bambini, quella sarebbe diventata la loro unica lingua. Presto, però, si presentò una triste realtà: la mancanza di insegnanti, di testi e di altro materiale, come giochi o canzoni.

Ma mancavano pure tantissimi nomi, verbi. Per attrarre anche gli adulti, oltre che i giovani, nel 1884 pubblicò una rivista in ebraico “Hatzvi”. In quel periodo i giornali in ebraico erano ancora una vita. Il primo comparse intorno al 1850. Il giornale veniva usato anche per introdurre nuovi termini, ma anche per bandire sottoscrizioni e pubblicare telegrammi.

Ben Yehuda cominciò a scrivere un dizionario, quand’era ancora a Parigi. All’inizio si trattava di qualche parola scritta dietro la lista della spesa, con la traduzione in francese, ma quando iniziò a parlare quotidianamente ebraico, si rese conto della carenza di termini e cominciò a inserire dei neologismi.

Diventò presto un lessicografo. La sua fu un’opera immane – a volte trascorreva diciotto ore al lavoro – culminata in un dizionario di diciassette volumi, completato dalla sua seconda moglie Hemda e dal figlio, dopo la sua morte. Nel 1890, Ben Yehuda fondò l’Hebrew Language Council, precursore dell’odierna Accademia della lingua ebraica, suprema autorità del settore.

Il 29 novembre del 1922, il Mandato britannico riconobbe l’ebraico come lingua ufficiale del popolo ebraico in Palestina.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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